Il Palazzo di giustizia a Lugano
Il Palazzo di giustizia a Lugano (tipress)

Una giustizia che "lavora bene" ma restano carenze

L'intervista a Damiano Stefani, presidente del Consiglio della magistratura ticinese che presto presenterà il suo rendiconto 2022

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Quella ticinese è "una magistratura che lavora tanto, in totale sono stati evasi quasi 49'000 incarti, e in generale in maniera piuttosto buona", "ma ci sono piccole nicchie dove la situazione è più difficile, come la pretura penale e la camera di appello e revisione penale": a sostenerlo è Damiano Stefano, giudice del tribunale di appello e da pochi mesi presidente del Consiglio della magistratura, quasi completamente rifondato dopo le dimissioni di gran parte dei suoi membri in seguito alla vicenda dei rinnovi dei procuratori pubblici.

 

Ai microfoni della RSI Stefani ha anticipato una parte dei contenuti del rendiconto 2022 della magistratura, cartina di tornasole dello stato di salute della giustizia ticinese. Anticipazioni già fornite al Consiglio di Stato in un incontro conoscitivo che si è tenuto negli scorsi giorni.

Emerge una situazione in cui si è venuto a creare un collo di bottiglia: sono state investite risorse nella polizia e nel ministero pubblico. E anche se 23 procuratori - in rapporto alla popolazione - restano al di sotto della media svizzera, i dossier affrontati sono più di quelli nuovi entrati. Si sono portano quindi avanti più casi e anche il tribunale penale, con cinque giudici, lavora oggi con più tranquillità. Come detto, però, a mancare di forze sono ora soprattutto la pretura e i giudici di appello. Come sottolinea Stefani, questo rischia di rallentare il corso di una giustizia che per essere tale deve essere celere fino in fondo e non solo nell'istruttoria.

All'ordine del giorno, oltre alle questioni d'organico, ci sono anche quelle logistiche: Palazzo di giustizia a Lugano soffre di carenze strutturali e resta al vaglio commissionale il progetto di "cittadella della giustizia" nell'ex Banca del Gottardo sempre a Lugano.

SEIDISERA/John Robbiani/pon
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