I truffatori puntano sulla fragilità e la solitudine (©Ti-Press/Carlo Reguzzi)

Una telefonata che sconvolge

Le truffe ai danni degli anziani, possono provocare non solo danni economici, ma anche emotivi - La testimonianza

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Bruna ha 75 anni e vive nel Sottoceneri ed è stata vittima di una truffa telefonica, non riuscita. Viene contattata una mattina da un finto poliziotto di Lugano. Durante la chiamata, l’agente racconta che sua figlia ha travolto sulle strisce pedonali una donna incinta e ora rischia 15 giorni di prigione. Per evitare le sbarre, viene chiesto alla signora una cauzione di 55'000 franchi. L’anziana non ha tutti questi soldi e decide di chiedere aiuto all’altra figlia. Una mossa provvidenziale siccome quest’ultima decide di verificare se effettivamente la sorella si trovi in carcere. E la truffa viene così smascherata. Lasciando però la signora Bruna scossa emotivamente.

Da inizio anno, il Centro nazionale per la cibersicurezza della Confederazione ha censito in media dalle 300 alle 500 frodi e tentativi di frode a settimana.

Luca Brunoni, dell’Istituto per la lotta alla criminalità economica di Neuchâtel, afferma che in questi casi i truffatori puntano “sul senso di urgenza, sulla necessità della vittima di pagare subito per togliere dai guai la persona cara, il famigliare”. I malintenzionati vengono solitamente bloccati quando gli anziani provano a fare delle verifiche o chiedono aiuto. La solitudine, al contrario, diventa terreno fertile per questo tipo di raggiri. Queste truffe, spiega sempre Brunori, “creano anche un danno emotivo negli anziani, che si sentono poi insicuri e inadeguati”.

SEIDISERA/AlesS
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