Le turbolenze internazionali non restano confinate ai mercati finanziari ed in Ticino si traducono in un clima di cautela che modifica in parte le scelte delle famiglie. Fabrizio Cieslakiewicz, presidente della direzione generale di Banca Stato, descrive al Quotidiano della RSI un effetto immediato dell’incertezza. Cresce infatti la paura di investire in progetti importanti – come comprare casa – e allo stesso tempo, sull’onda dell’aumento dei costi, diminuisce la capacità di risparmiare.
Una situazione che ha inciso di molto sulla classe media, su famiglie che disponevano di risparmi e non temevano spese impreviste. Ora, per molti, mettere da parte qualche soldo è difficile.
Il segnale più rivelatore è la scelta del corto termine: sul fronte delle ipoteche, pur con tassi ancora bassi, molti preferiscono soluzioni variabili o a scadenza corta per inseguire il vantaggio immediato, invece di puntare su orizzonti lunghi con un tasso fisso un po’ più alto. Concretamente: una famiglia con un’ipoteca di mezzo milione di franchi, scegliendo un tasso variabile, può risparmiare circa 3’000 franchi all’anno. Un vantaggio che spinge molti a rischiare, piuttosto che assicurarsi un tasso fisso un po’ più alto. “Non si pianifica più a lungo termine, si ragiona molto a corto termine: questo è un po’ quello che stiamo vedendo”, commenta Cieslakiewicz.
Vi sono timori anche per chi dispone di liquidità, perché gli investimenti rischiosi sono sempre meno alla moda. Intanto si prevede che i tassi ipotecari non subiranno grandi variazioni neppure per il 2026. Per Cieslakiewicz, se un rialzo arriverà, sarà semmai più avanti - nel 2027 - e in misura limitata. Oggi, conclude, non si sente nell’economia, soprattutto svizzera, una ripresa.









