Gli abusi nella società

Il Quotidiano di martedì 24.05.2022

"Uscire dalla vergogna: non abbiamo colpe"

La testimonianza di un uomo che subì fin dall'infanzia abusi sessuali in ambito ecclesiale. "Vittime, fatevi avanti !", esorta il vescovo di Coira

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"Avevo 7 anni e mi trovavo in chiesa, in sacrestia. E il sagrestano si è avvicinato e lì ha cominciato con il corpo, insomma, a... a fare cose che io non capivo. E da lì è iniziata una relazione di paura..."

È la drammatica testimonianza di Sergio, che oggi è docente universitario, marito, padre e nonno. Al convegno in corso a Lugano sulla protezione dell'infanzia ha deciso di raccontare in pubblico la sua dolorosa esperienza: abusi subiti fin dall'infanzia e durati dieci anni, con "un senso di sporcizia, un senso di prigionia senza scampo... Nello stesso tempo non vedevo l'ora di uscirne". Senza esito i suoi tentativi di ottenere aiuto: "Io ho chiesto aiuto alle istituzioni della Chiesa. Perché tutto questo è nato nell'ambiente della Chiesa. E non sono stato aiutato".

SEIDISERA del 17.12.2021 La testimonianza di Sergio Piasentin, vittima di abusi sessuali in ambito ecclesiale
SEIDISERA del 17.12.2021 La testimonianza di Sergio Piasentin, vittima di abusi sessuali in ambito ecclesiale

Da diversi anni, ormai, la Chiesa deve fare i conti con le terribili rivelazioni su abusi commessi per decenni al suo interno; e in un clima segnato da silenzi, omertà, impunità. Si stima che nel mondo, fra il 1950 e il 2015, il 4% dei sacerdoti avrebbero commesso abusi su minori. Molto è stato certamente intrapreso per denunciare e combattere questa piaga. Ma naturalmente c'è ancora molto da fare. Ad affermarlo è lo stesso vescovo di Coira, Joseph Maria Bonnemain, che è responsabile di settore della commissione di esperti incaricata di far luce in Svizzera sugli abusi sessuali in ambito ecclesiale. Finora sono 350 le vittime che in Svizzera hanno denunciato gli abusi subiti.

"Sono poche. Vuol dire che tante vittime ancora non hanno il coraggio, la forza di farsi avanti", osserva Bonnemain, sottolineando quindi la necessità di incoraggiarle giorno per giorno. "Vittime, fatevi avanti ! Dite qual è stata la vostra sofferenza!", esorta quindi il vescovo.

Per chi così a lungo ha sofferto, si tratta finalmente di rompere il silenzio, affrancandosi una volta per tutte da un'assurda e irrazionale vergogna. Come alla fine ha fatto Sergio: "Morivo di vergogna, implodevo di vergogna e stavo zitto... E il silenzio non faceva che aumentare questa vergogna. Uscire dalla vergogna è possibile, cominciando a parlarne. E allora lì ci si accorge che non c'è ragione di aver vergogna. Perché non abbiamo colpe".

Quotidiano/Barbara Raveglia/ARi
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