L'anno scorso invece la situazione era ben più rosea
L'anno scorso invece la situazione era ben più rosea (tipress)

Verso una Pasqua sottotono

Alberghi lontani dal tutto esaurito e ristoratori che temono il peggio in Ticino, ma non è detta l’ultima parola

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Manca una settimana dalle vacanze di Pasqua e il turismo ticinese teme risultati non proprio eccellenti. Per le imminenti festività gli alberghi registrano riservazioni intorno al 60-65% dei posti letto disponibili, mentre i ristoranti temono il peggio. Tutti d'accordo però nel sottolineare che il 2018 è solo iniziato: una buona stagione calda potrebbe risollevare le sorti del settore.

“I giorni appena trascorsi sono stati estremamente positivi: è stata una Pasqua eccezionale. Quasi il 100% delle strutture è stato occupato", così diceva invece esattamente un anno fa Lorenzo Pianezzi, presidente di HotellerieSuisse Ticino. Ma quest’anno, come detto, la musica è cambiata: “Manca una settima e sappiamo che ci sono diversi fattori da considerare, come il fatto che la Pasqua quest’anno cade presto e la neve in montagna abbonda. Ci sarà una parte di clientela che preferirà andare in montagna invece di scendere nelle valli e nelle regioni cittadine”, spiega Pianezzi ai nostri microfoni: “Anche il fattore meteo farà la sua parte”.

"Situazione catastrofica"

E proprio a causa della meteo, anche quella delle ultime settimane - fredde e piovose - per Massimo Suter, presidente di GastroTicino, la situazione è a dir poco catastrofica: “La Pasqua non promette nulla di buono, lo vedo sul campo e lo sento dire da colleghi e fornitori, che denotano un appiattimento e non vedono muoversi niente. La prospettiva non è rosea”.

“Il buongiorno si vede dal mattino e il nostro mattino è la Pasqua – prosegue Sutter -. Il ristoratore spera di fare buoni affari durante la settimana pasquale e si prepara a livello di struttura, con il personale; se Pasqua non porta quello che ci si aspetta questo rischia di incidere sui conti annuali e vi è il pericolo di dover lasciare a casa personale in esubero”.

"Dobbiamo essere pragmatici"

Per Lorenzo Pianezzi, che ricorda come le città stiano offrendo molto per attirare il turista, come per esempio Lugano con la mostra su Picasso al LAC, una Pasqua non proprio brillante non significa ancora la catastrofe: “No possiamo attenderci un recupero come quello del 2017, quest’anno ci stabilizzeremo o perderemo qualcosa sul terreno, ma dobbiamo essere pragmatici”.

Non resta quindi che sperare in una primavera, in un'estate, e perché no anche un autunno, con sole e temperature piacevoli.

CSI-CL/ludoC

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