L'ex presidente dell'UDC ticinese, qui in un'immagine del 2007 (tipress)

Wicht condannato e prosciolto

Un decreto di accusa e uno di abbandono (non ancora definitivo) per l’ex presidente dell’UDC ticinese

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Paolo Clemente Wicht, arrestato nell’agosto del 2018, è stato prosciolto dagli addebiti contestatigli da chi lo aveva denunciato. Da un lato la ex moglie, che lo accusava di avergli sottratto quasi sette milioni di franchi. Dall’altro due investitori, che gli avevano affidato mezzo milione e, rispettivamente, circa 800mila franchi per un investimento immobiliare.

L’abbandono del procedimento, che la ex consorte ha però impugnato, è stato emesso il 27 settembre scorso. Parallelamente il procuratore pubblico Daniele Galliano ha firmato un decreto d’accusa legato alla gestione di alcune società. Sei mesi di carcere sospesi, più una multa di 500 franchi, la pena proposta per amministrazione infedele, omissione della contabilità e falsità in documenti. Decisione a cui Wicht, difeso dall’avvocato Elio Brunetti, non si è opposto.

“Sollievo e soddisfazione”

Wicht, in una presa di posizione, ha dichiarato di avere accolto con “sollievo e soddisfazione” il decreto di abbandono del procedimento per le accuse più pesanti. Ha inoltre dichiarato di essersi assunto “le relative responsabilità” per quanto riguarda il decreto di accusa contro il quale non è stato interposto ricorso.

Francesco Lepori
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