Martedì 15 ottobre si celebra la giornata internazionale di ciechi e ipovedenti
Martedì 15 ottobre si celebra la giornata internazionale di ciechi e ipovedenti (KEYSTONE)

"A noi ciechi manca soltanto la vista"

A colloquio con Corinne Bianchi, giovane presidente dell'Unitas, in occasione della giornata internazionale del Bastone Bianco

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"I ciechi sono persone normalissime, tra lei e me non ci sono differenze, se non che a me manca la vista". È con quest'approccio chiaro, amichevole e brillante che Corinne Bianchi , giovane presidente dell' Unitas , ossia l' Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana , esprime il suo parere con estrema chiarezza. Contattata in relazione alla giornata internazionale del Bastone Bianco , che si celebra il 15 ottobre con lo scopo di dedicare un’attenzione ancora maggiore alle persone cieche, ipovedenti e sordo-cieche, la presidente ha fornito ulteriori approfondimenti in merito al problema che è alla base dell'azione 2013 del Bastone Bianco, cioè gli ostacoli mobili sui percorsi pedonali.

Segnalando il pericolo derivante dagli ostacoli mobili sui percorsi pedonali, si evidenzia un ampio ventaglio di pericoli importanti per chi non ci vede o ha problemi seri alla vista. Infatti, per quanto gran parte delle persone cieche e ipovedenti siano ampiamente in grado di spostarsi in autonomia sui marciapiedi e sulle strade di città e paesi, l’aiuto garantito dal loro bastone bianco, dal tatto e dall’udito può venir meno se sul loro cammino ci sono ostacoli imprevisti e pericolosi come bagagli lasciati sul marciapiede, buche di cantiere non delimitate da barriere protettive o se vi sono auto, moto, biciclette o tavolini di bar che ostruiscono il passaggio.

Corinne Bianchi, 36 anni - e cieca dall’età di 7 - in Ticino è stata la prima non vedente a seguire l’intero percorso scolastico dei normodotati fino alle lauree in storia e in giornalismo, diventando pure insegnante di scrittura braille presso il centro diurno di Casa Andreina di Lugano.

La vita di tutti i giorni
Per capire come si dipana la giornata tipo di una non vedente molto impegnata a tutti i livelli come Corinne, lei stessa ci ha raccontato come si è organizzata una delle sue giornate-tipo, nella quale gestisce doveri familiari (è mamma di una bimba che va all’asilo), lavorativi e associativi, senza mai perdere buonumore e dinamismo, che nel suo caso sono davvero coinvolgenti, come conferma la sua affermazione, per la quale un cieco è una persona del tutto normale, a cui manca semplicemente la vista.

La scrittura braille e la sua evoluzione
Durante la nostra chiacchierata, grazie a quanto ha illustrato la presidente dell'Unitas, abbiamo potuto scoprire gli sviluppi più recenti nello studio dei caratteri braille , realtà basilare per ipovedenti e ciechi, che pur risalendo alla metà dell'Ottocento, rimangono uno strumento fondamentale. Corinne Bianchi ha illustrato differenze, vantaggi e svantaggi dei vari sistemi di lettura e le ultime soluzioni tecniche elaborate a sostegno di ciechi e ipovedenti.

Enrico Campioni


Il braille

Il braille è un sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti e ipovedenti messo a punto dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo e consiste in una serie di simboli formati da un massimo di sei punti, che sono impressi su fogli di carta o di plastica. I caratteri di questo sistema segnografico possono pure essere riprodotti tramite una macchina denominata “dattilobraille” formata da sei tasti, ognuno dei quali imprime un punto sulla carta più il tasto spaziatore per separare le varie parole. Con questo sistema il non vedente è in grado di sentire subito quello che viene scritto. Il sistema braille è pure impiegato in informatica, giacché esistono schermi tattili che riproducono i caratteri consentono a un cieco o a un ipovedente di leggere i contenuti che appaiono sul display di un calcolatore. In virtù del fatto che nell’alfabeto braille vi è un ridotto numero di simboli disponibili (solo 64, compreso lo spazio), esistono vari significati per ciascun carattere, a seconda del tema considerato e del linguaggio usato. È anche per questo motivo che il braille si adatta al meglio per rappresentare musica, chimica e matematica.

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