Claudio Zali
Claudio Zali (Ti-Press)

Il Cantone ripensa l’A2-A13

Incontro tra la CIT ed il direttore del Territorio. Zali: “Occorrerà sondare Berna per capire quale accoglienza potrebbe avere un nostro cambio di direzione verso un progetto più accessibile a livello economico”

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“Ci siamo chiesti come sfruttare al meglio l’attuale periodo di stallo per evitare che l’attenzione su questo importante tracciato decada e quale potrebbe essere l’attitudine della Confederazione qualora dovessimo presentarci con una nuova variante per il collegamento A2-A13”. Cosi il direttore del Dipartimento del Territorio Claudio Zali fa oggi il punto della situazione per quanto riguarda il collegamento autostradale del Locarnese.

Tenendo conto dei costi, tempi e della cresciuta concorrenza di altri numerosi progetti pendenti a livello federale, la Variante 98 potrebbe essere l’unica soluzione per un collegamento veloce tra Bellinzona e Locarno. Se n’è discusso venerdì nel corso di un incontro tra il ministro, la Commissione Intercomunale dei Trasporti del Locarnese e Vallemaggia (CIT), il Consigliere nazionale Fabio Regazzi ed il futuro Consigliere nazionale Giovanni Merlini. La recente bocciatura della votazione federale sulle strade nazionali ha infatti cambiato totalmente il paradigma in cui ci stiamo muovendo.

Dopo la votazione popolare che nel settembre del 2007 ha affossato la Variante 95 il Ticino ha allestito uno studio comprendente tre progetti per la risoluzione dei problemi viari fra Locarno e Bellinzona. Varianti che costano tra i 900 milioni ed 1 miliardo e 300 milioni. La Variante 98 nel 2017 costava invece 350-400 milioni di franchi, presentando un rapporto costi/benefici decisamente migliore. “E credo che occorrerà sondare gli Uffici competenti a Berna per capire quale accoglienza potrebbe avere un nostro cambio di direzione verso un progetto più accessibile a livello economico”, prosegue Zali.

E in seguito il ministro lancia un appello: “Ricordo però che le varianti meno care sono state respinte in votazione popolare. A questo punto dunque la proposta dovrebbe essere formulata dalla regione interessata. Gli attori che avevano proposto questo progetto, che non va dimenticato, aveva goduto anche del sostegno delle cerchie ambientaliste e agricole, dovrebbero farsene interpreti verso il Dipartimento. Perché per compiere un’opera necessaria e di ampio respiro come questa è presupposto il più vasto consenso possibile”.

Finanziamento e tempi

Il vero nodo da sciogliere è quello del finanziamento. E la soluzione passa dal Fondo per le infrastrutture stradali, preannunciato dalla Consigliera federale Doris Leuthard, che potrebbe essere messo in consultazione già prima dell’estate. “Esatto, anzitutto va risolta la questione del finanziamento. Vi sono delle proposte d’azione da parte federale, dopo che è stata respinta la proposta d’aumento della vignetta autostradale, ma temo che si andrà verso un aumento più contenuto della vignetta e probabilmente anche un aumento del prezzo della benzina”, commenta ancora il Direttore del Territorio. I tempi necessari ad ottenere l’avvallo federale ad un nuovo sistema di finanziamento saranno però in ogni caso lunghi, come minimo tre quattro anni e in questo periodo di stallo dobbiamo evitare di restare fermi, ed é quindi necessario portare avanti la progettazione.

Migliorare la strada attuale è possibile?

Per avere il collegamento potrebbero passare altri 15-20 anni. La strada attuale si può migliorare? “Si possono studiare delle soluzioni viarie a titolo provvisorio per rendere la strada più fluida e scorrevole senza stravolgimenti. Ma soprattutto senza che questa diventi la soluzione definitiva, che non può essere pensata sul tracciato esistente”, conclude Zali.

Joe Pieracci


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