Per il consigliere di Stato Claudio Zali, i dati forniti dall'OASI fanno la differenza
Per il consigliere di Stato Claudio Zali, i dati forniti dall'OASI fanno la differenza (Ti-Press / Ti-Press)

L'OASI basilare per l'ambiente in Ticino

Attivo da dieci anni, l’Osservatorio ha un ruolo decisivo per la pianificazione delle normative ambientali

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L’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (OASI) è in attività da dieci anni, durante i quali ha fornito agli internauti un’infinità di preziose informazioni sullo stato di salute dell’ambiente in Ticino. Strumento che si è sviluppato e perfezionato costantemente nel corso degli anni, giovandosi pure della collaborazione della SUPSI, fornisce dati precisi e integrati non solo per ricercatori e addetti ai lavori, ma pure a chiunque abbia un interesse in proposito.

A conferma del ruolo cardine e dell’importanza dell’Osservatorio, che fornisce preziosi dati derivanti dai rilevamenti effettuati a più livelli – dall’inquinamento dell’aria a quello acustico, dai siti a rischio frana ai conteggi del traffico stradale e così via –, i suoi vertici si sono incontrati venerdì con il consigliere di Stato Claudio Zali, direttore del Dipartimento del Territorio, unitamente a dirigenti dei vari ambiti dipartimentali e della SUPSI.

Proprio Claudio Zali ha sottolineato che l’OASI “ha un ruolo fondamentale nel quadro della politica ambientale cantonale e attivarlo a suo tempo è stato un atto di lungimiranza. E a conferma di quanto sia “importante l’Osservatorio dal profilo pianificatorio”, ha rimarcato il direttore del DT, “va detto che vi sono decisioni governative che dipendono pure dai risultati di quanto evidenziano i dati forniti dall’OASI”.

Red. MM/CSI


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