La SOB mira a vedere i suoi convogli circolare sulla linea ottocentesca del San Gottardo
La SOB mira a vedere i suoi convogli circolare sulla linea ottocentesca del San Gottardo (Ch.Sonderegger CH-9424 Rheineck)

La Südostbahn mira al San Gottardo

La società ferroviaria regionale intende gestire la vecchia linea una volta entrata in funzione AlpTransit. Previsti collegamenti ogni ora tra Arth-Goldau e Lugano

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La compagnia ferroviaria regionale Schweizerische Südostbahn (SOB) è sempre più convinta che, una volta entrata in esercizio AlpTransit, continuare ad operare sulla vecchia linea del San Gottardo non solo sarà possibile, ma anche economicamente sostenibile. La società ha sottoposto alla Confederazione il progetto “Treno Gottardo” per poter operare sulla tratta di montagna al posto delle FFS. E ciò o dal 2016 quando i treni passeggeri e merci cominceranno a circolare ad alta velocità nella galleria di base del San Gottardo oppure dal 2020 quando sarà aperta anche quella del M. Ceneri.

Il progetto “Treno Gottardo” è stato illustrato martedì a Goldau. A pendolari e turisti assicurerebbe una dozzina di collegamenti quotidiani per direzione tra Arth-Goldau e Lugano (uno ogni ora durante il giorno). In Ticino sono previste fermate a Ambrì-Piotta, Faido, Lavorgo, Biasca e Bellinzona.

“Oltre che sull’offerta di base per i pendolari occorre puntare sullo sviluppo turistico. Il potenziale di pendolari, in parte debole, non è sufficiente a garantire un esercizio economicamente sostenibile” ha rilevato Thomas Küchler l’amministratore delegato della società che intende estendere l'esperienza accumulata con il «Voralpen-Express» (San Gallo-Arth-Goldau-Lucerna), in cui è stato combinato il traffico dei pendolari - da solo non redditizio - con le esigenze del turismo e degli spostamenti nel tempo libero.

SOB prevede che la gestione della linea montana avrà un costo annuo attorno ai 33 milioni di franchi con incassi per circa 10. Con uno scoperto per chilometro coperto attorno ai 10 franchi da coprirsi tramite i contributi pubblici per il sostegno al traffico ferroviario.

“Gli aspetti da approfondire sono ancora numerosi, ma il progetto è decisamente interessante e rappresenta un’ulteriore opportunità per il nostro Cantone e l’Alto ticino” spiega alla RSI Filippo Gianoni, presidente dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli che ha garantito il proprio sostegno all’iniziativa.

Diem


Una società ferroviaria dalla lunga tradizione

Basata a S. Gallo, la Schweizerische Südostbahn, erede di una storia ferroviaria che affonda le sue radici nella seconda metà dell’Ottocento, è nata nel 2001 dalla fusione della Südostbahn e della Bodensee-Toggenburg-Bahn. La SOB, operante in parte su infrastruttura propria e in parte delle FFS, vanta una lunga esperienza nella gestione di tratte regionali garantendo da decenni il servizio sulle diverse linee (Romanshorn – San Gallo, San Gallo-Neu St. Johann, Rapperswil – Pfäffikon, Pfäffikon – Arth-Goldau e Wädenswil – Einsiedeln). Il suo capitale è all’85% in mani pubbliche: Confederazione, Cantoni (San Gallo, Svitto, Zurigo, Turgovia e Appenzello), Circoli e Comuni. Nel 2012 ha trasportato oltre 13 milioni di passeggeri.

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