Sait Cosar è stato visto per l'ultima volta all'aeroporto di Qamishli nel nord-est della Siria la sera del 12 agosto quando ufficiali dei servizi segreti lo hanno fermato nella zona di controllo dei passaporti
Sait Cosar è stato visto per l'ultima volta all'aeroporto di Qamishli nel nord-est della Siria la sera del 12 agosto quando ufficiali dei servizi segreti lo hanno fermato nella zona di controllo dei passaporti (wiki)

La moglie di Sait Cosar: "lui è vivo"

Per i familiari del 53enne locarnese sparito in Siria lo scorso agosto dopo essere stato fermato dai servizi segreti il certificato attestante la sua morte è falso

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Il certificato di morte rilasciato dalle autorità siriane attestante il decesso lo scorso 12 agosto di Sait Cosar, il locarnese assiro-cristiano sparito in Siria dopo essere stato fermato dai servizi segreti, sarebbe un falso. A sostenerlo è la moglie del 53enne da poco rientrata dal paese mediorientale dove si è recata per cercare di conoscere la sorte del marito che il 10 agosto era partito in compagnia del figlio per portare tonnellate di aiuti nella zona di Latakia.

A dar voce alla donna è stata l’edizione odierna del “Matin dimanche” che ha ricostruito quanto avvenuto al 53enne. Viene indicato come il vice-presidente di un partito siriaco-cristiano e proprio per il suo ruolo politico la sera del 12 agosto sarebbe stato fermato dai servizi segreti che lo aspettavano all’aeroporto di Qamishli dove alle 22.30 doveva imbarcarsi sul volo per Latakia.

La moglie di Sait Cosar, riporta il settimanale, in Siria ha incontrato i medici che hanno firmato il certificato secondo il quale il marito sarebbe morto alle 22.25 del 12 agosto a Damasco per un infarto mentre testimoni affermano che attorno a quell’ora era appena stato fermato all’aeroporto. I medici le hanno dichiarato di essere stati forzati ad allestirlo senza aver visto il cadavere. Ciò che le ha dato la certezza che la verità sulla sorte di suo marito sia un’altra. “Ho subito notato che qualcosa non quadrava. Mio marito è ancora in vita, ne sono sicura”. I familiari sono certi che il locarnese si trovi detenuto in un carcere senza processo e senza possibilità di avere contatti con l’esterno.

RED.MM/Diem


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