Le indagini in Ticino hanno fatto emergere altri contatti criminali a cavallo del confine
Le indagini in Ticino hanno fatto emergere altri contatti criminali a cavallo del confine (Ti-Press / Tatiana Scolar)

'Ndrangheta a Savosa, diversi reati

Il romano residente in Ticino arrestato in Italia era già finito in carcere in Svizzera poiché imputato in una vasta inchiesta per truffa e altri crimini in corso da quattro anni

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Il romano, fino a un anno fa residente a Savosa, arrestato in Italia con l’accusa di aver partecipato al riciclaggio di ingenti capitali della ‘ndrangheta basata in Lombardia , è sospettato di essere un personaggio dall’alto profilo criminale. Lo si apprende da una nota degli inquirenti ticinesi. Ministero pubblico e polizia rendono noto che il 37enne è al centro di una vasta inchiesta denominata “Bucalettere” che lo vede accusato di appropriazione indebita, truffa, abuso di un impianto per l'elaborazione di dati, falsità in documenti e infrazione alla Legge federale sugli stranieri.

L'inchiesta ticinese, partita nel 2010, coinvolge diversi imputati alcuni dei quali sono stati arrestati lo scorso anno. Tra di loro, stando a quanto appreso dalla RSI, vi era anche il romano che dopo essere stato rilasciato era rientrato in Italia dove è stato raggiunto dagli inquirenti milanesi.

Le indagini hanno potuto stabilire come i principali imputati hanno acquistato una dozzina di società di facciata (da qui la denominazione dell’inchiesta) alcune delle quali sono coinvolte anche nell’inchiesta italiana antimafia.

Tramite tali società stipulavano falsi contratti di lavoro, con stipendi elevati, al fine di ottenere permessi di soggiorno in Svizzera. Ma non solo. Tramite le stesse hanno ottenuto l’apertura delle relazioni bancarie con cui hanno commesso gli illeciti e contratti di leasing per autovetture di media-alta gamma. E proprio dalle auto ha preso le mosse l’indagine ticinese partita tre anni fa a seguito della sparizione di alcuni veicoli.

L'inchiesta, lunga e complessa specifica la nota, ha evidenziato come gli imputati hanno agito non solo per arricchirsi personalmente, ma anche per conto di una nota famiglia nomade stanziata in Lombardia.

Red. MM./Diem


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