(Ti-Press/Samuel Golay / Ti)

Un simbolo del Ticino in pericolo

La produzione di castagne del 2013 per Paolo Bassetti è "quasi nulla". Le piante continuano a essere vittime del cinipide

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La stagione della raccolta delle castagne è amara. A dirlo è Paolo Bassetti , responsabile dei centri ticinesi di raccolta dei marroni: “Il quantitativo dei raccolti quest’anno è pressoché nullo”. Il segretario della Federazione Orto-Frutticola Ticinese (FOFT) parla infatti di nove tonnellate, cifra bassissima, in confronto alle 50 che si ricavava di norma durante le “buone annate”. Complice della “crisi della castagna” è il cinipide, organismo che attacca unicamente il genere castanea, provocando galle (ingrossamenti tondeggianti di colore verde o rosso) su foglie e rami, limitando quindi la produzione dei frutti.

In Ticino il primo ritrovamento del Dryocosmus kuriphilus , meglio noto come cinipide del castagno, risale alla primavera del 2009, in un giardino del Mendrisiotto. La sua diffusione in tutto il cantone è stata particolarmente veloce e rapida. "L’Italia ha trovato dei rimedi contro questa larva”, afferma Giorgio Moretti , capo Ufficio selvicoltura, “ed è il Torymus sinensis, antagonista del cinipide, di cui si nutre”. L’insetto non è stato introdotto sul nostro territorio, ma è presente in Ticino in provenienza dalla vicina Italia.

L’effetto della sua presenza non è però ancora quantificabile perché, come specifica Moretti, “si opera in ambito biologico con organismi viventi ed è quindi difficile prevedere quanto tempo ci vorrà per avere dei risultati. La probabilità che il Dryocosmus kuriphilus si estenda sempre di più in futuro è alta”. Gli amanti della castagna insomma devono portare pazienza.

SC


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