#ioaiuto (1) — Coppia d'oro

Maria - 83 anni - e Alfred - 81 - raccolgono i punti fedeltà di una ditta ticinese per poi devolvere il premio in beneficenza

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Lo si ripete e ce lo si ripete in ogni occasione:  viviamo nell’èra superveloce della rivoluzione digitale, quella del 4.0 che già strizza l’occhio al 5.0.Eppure, oggi come ieri, a fine anno ci si ritrova sempre a sfogliare a ritroso gli ultimi 12 mesi: un esercizio che piace a molti. Tra questi anche i giornalisti per i quali le retrospettive servono a riempire pagine e palinsesti in “periodo di magra”. Ma... perché una lista delle brutture capitate in un anno? Perché un elenco dei personaggi dell'anno? Perché un istoriato dei corsi e ricorsi della politica? Così abbiamo cercato qualcosa che ci portasse altrove, in una realtà positiva fatta di storie positive, che non sono relegate al passato recente del 2018, ma che, dal presente, ci accompagnano in un futuro fatto di solidarietà. #ioaiuto è nato così, durante una notte insonne, nel corso della quale la parola buonismo è stata comunque bandita. 

Sharon Bernardi — Responsabile CSI

Tutto per un chicco di caffè

Ogni mattina l’81enne Alfred Frehner prende la sua bicicletta, attraversa la campagna appenzellese e pedala fino alla posta di Gais. Indubbiamente sua moglie Maria, 83enne, è la persona che, in paese, riceve più posta, tanto che in molti sostengono che sia merito suo se la filiale locale non ha ancora chiuso. Le numerose lettere che Maria riceve - all'indirizzo Zwislernstr. 48, 9056 Gais - contengono punti fedeltà della Chicco d’oro. Particolarità? Arrivano da tutta la Svizzera. "Pensi me ne arrivano anche dal Ticino", dice sorridendo la donna.

Ogni 2'000 punti, la ditta ticinese regala un orsetto o una stella d’oro dal valore di 250 franchi. In questo modo l’attività diventa redditizia e tutto il ricavato viene donato all’associazione “Denk an mich”, che aiuta le famiglie di ragazzi invalidi.

Maria dopo la pensione, 20 anni fa, ha sentito la necessità di occupare il proprio tempo in maniera utile: “Grazie ai numerosi articoli apparsi sui giornali o agli animatori in radio, finora abbiamo già versato 85'000 franchi all’associazione”. E così la coppia ultraottantenne insegna che si può donare anche senza avere, facendo leva su una forma di comunicazione "antica", quella epistolare.

Alice Pedrazzini/CSI - (1-continua)

 
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