L'anziano protagonista del cortometraggio di Amelio si aggira con una piccola foto (Bartleby)

Amatrice un anno dopo

Amelio va sui luoghi del terremoto con l'occhio del cineasta

giovedì 31/08/17 17:18 - ultimo aggiornamento: venerdì 01/09/17 17:28

Lascia senza parole il carrello interminabile sulle rovine di Amatrice del cortometraggio di Gianni Amelio, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia a poco più di un anno da terribile terremoto che distrusse il comune laziale e ne uccise centinaia di abitanti. Ma di cose toccanti – a partire dal titolo: Casa d’altri, che scorre subito dopo la visione delle casette gialle a schiera costruite per i tanti rimasti senza tetto – ce ne sono tante, al punto da colmare i 16 minuti di durata dell’opera del regista che è al Lido anche come presidente della sezione Orizzonti.

 

Gianni Amelio durante l'intervista (RSI)

C’è una ragazza del posto che confessa di considerare Amatrice come una persona vivente e denuncia le continue visite di turisti poco sensibili che fanno selfie sullo sfondo delle macerie; c’è un signore anziano che trascorre le giornate mostrando in giro la foto della moglie e sperando che qualcuno lo aiuti a trovarla; c’è una maestra d’asilo che spiega come i suoi scolari siano rimasti impressionati soprattutto cercando di capire le cause fisiche (soffocamento, urti, ecc.) che hanno causato la morte di persone che conoscevano; c’è un vigile del fuoco che racconta di come la fortuna abbia aiutato nei modi più strani alcuni sopravvissuti, come la “signora del gatto” svegliata dal miagolio del suo animale domestico e da questo condotta sulla soglia della porta per farlo uscire, mentre il marito rimaneva sepolto dal soffitto caduto.

Viene in mente la natura matrigna e indifferente leopardiana che, al di là delle guerre e i disastri umani qualche volta fa il suo.

Francesca Felletti

TG 20 di giovedì 31.08.2017  

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