Harvey Keitel gioca a fare Harvey Keitel

Allo Spazio Forum show dell'attore che ha ricevuto il Lifetime Achievement Award

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Arriva con un abbondante quarto d'ora di ritardo.

Poi quando finalmente appare... subito scompare dietro il muro dei fotografi che hanno fatto partire i flash a raffica. E lui allora sale in piedi sulla sedia per salutare il pubblico.

Poi chiede da bere a chi è seduto nelle prime file e con questo tono di informalità si può finalmente iniziare.

E si inizia davvero alla grande con un aneddoto sulla prima audizione sostenuta da Keitel che fa ridere tutti:

 

Da questo momento è tutto un fuoco d'artificio di aneddoti sui tanti personaggi che ha incontrato nel corso della sua lunga carriera (oltre cento i titoli della sua filmografia in 50 annidi attività), aneddoti che divertono e inchiodano il pubblico alle sedie proprio come Keitel è capace di fare dallo schermo.

Racconta le tante esperienze internazionali, il connubio con Tarantino,

Il rapporto privilegiato con il cinema italiano, («Ho avuto la fortuna di lavorare con alcuni dei suoi più grandi talenti, Ettore Scola, Dario Argento, Paolo Sorrentino», ma ha lavorato davvero con tanti altri da Lizzani a Soldati, fino a Citti, ndr), spende anche alcune parole su Hollywood («Non mi sono mai inginocchiato»)

Poi alla domanda che arriva dal pubblico su quale sia il tipo di regista con cui preferisce lavorare, sbotta con un «Are you trying to get me killed?» Poi più seriamente (ma non tanto) prosegue «Cambiano i nomi ma non c'è differenza tra personaggi il metodo rimane lo stesso... lo scopo è renderli con autenticità.

C'è spazio ancora per qualche battuta: al giornalista francese (fisico sportivo, capelli bianchi) che gli chiede com'è invecchiare: «Dovresti chiederlo a te stesso». Poi arriva l'inevitabile domanda sugli Stati Uniti e la campagna per l'elezione presidenziale. Una domanda intelligente sul suo essere newyorchese come è newyorchese Donald Trump. Ma Keitel non vuole parlare di politica (aveva chiesto espressamente di evitarlo durante l'intervista con i colleghi della radio). E dal mormorio che si leva, al pubblico non interessa ascoltare risposte politiche.

 

MB

www.rsi.ch/cinema

 

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