Late shift, una scena del film
Late shift, una scena del film

Il bello di scegliere!

Late shift - il primo film interattivo al mondo - è una coproduzione anglo svizzera

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

L’espediente di raccontare una storia che potrebbe svilupparsi secondo direttrici molto diverse compiendo una scelta piuttosto di un’altra non è certo una novità. Il cinema vi si è cimentato più volte con risultati alterni e questa struttura narrativa si trova più volte anche nei videogiochi a partire da Dragon Lair negli anni’80.

Ancora nessuno prima di Late Shift però aveva pensato di far compiere scelte dal pubblico in tempo reale in una sala cinematografica.

Come spiega Tobias Weber -regista e sceneggiatore del film- un esperimento che a partire da una sola storia (che ha però ben 7 diversi finali!) finisce con il far riflettere sulle conseguenze di una singola azione.

 

A rendere possibile l'esperimento, è un app da scaricare sul proprio smartphone prima di entrare in sala e collegandosi poi via WIFI alla rete predisposta per interagire con la pellicola.

Obbediente e curioso il pubblico del FEVI si arma fin dall’inizio del film, di telefono. E la prima impressione è quella di sottoporsi a uno di quei test ad albero in cui se rispondi A vai alla casella 10, se rispondi B a quella 11, etc…

Il tutto però con tempi serrati, e forse all’inizio qualche spettatore si sente preso un po’ in contropiede. Ma presto il “gioco” appassiona il pubblico che un dito al telefono e un occhio allo schermo trova modo di ridere e farsi prendere dal ritmo della storia.

Una storia di per sè non originalissima: un piccolo thriller che ruota attorno a un’antica ciotola a cui si interessa la mafia cinese e di cui viene fatta una copia per inscenarne poi il furto (e forse la distruzione!). Ma anche gli elementi scontati o “telefonati” fanno parte del gioco. E provare insieme al resto della sala a dare svolte più sorprendenti o comiche al plot sembra di colpo diventare una missione comune e il valore aggiunto del vivere in sala l’esperienza.

Il pubblico di Locarno è bravo, o “fortunato”. L’evolversi della storia scelta dopo scelta porta all’happy ending. Cattivi puniti ed eroe che oltre a cavarsela trova forse anche l’amore.

Ma l’aspetto più curioso dell’operazione è che al pubblico resta la curiosità di vedere le altre versioni del film e che appena uscito sembra disposto a ricominciare da capo!

8 settimane di riprese, 9 mesi di montaggio sono le cifre già di per sé impressionanti per una produzione che in sala non supera i 90’ ma per arrivare ai quali esistono circa 4 ore e mezzo di film. Tra i produttori figura anche SF SSR, ma per il momento l’esperimento non è ripetibile in televisione. Per riviverlo in casa però si può far capo ai tablet o ad Apple TV (ma i produttori stanno lavorando per ampliare l'offerta).

MB

www.rsi.ch/cinema

 

Condividi