Hana Saeidi, nipote di Panahi, ha ritirato il premio al suo posto
Hana Saeidi, nipote di Panahi, ha ritirato il premio al suo posto (keystone)

Panahi vince a Berlino

Il regista iraniano trionfa con "Taxi"

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Jafar Panahi ha conquistato l'Orso d'oro per il miglior film della 65ma edizione del Festival di Berlino col suo "Taxi". "Una lettera d'amore per il cinema": così il presidente della giuria del concorso principale, il realizzatore Darren Aronofsky, ha definito l'opera del collega iraniano. Inviso dal regime degli ayatollah, agli arresti domiciliari, e quindi impossibilitato a ritirare la statuetta, il cineasta ha colto allori ovunque coi suoi otto lungometraggi (tre dei quali girati senza permesso): una messe iniziata nel 1995 a Cannes (Caméra d'or), proseguita a Locarno due anni dopo (Pardo d'oro) e, nel 2000, a Venezia (Leone d'oro).

A Locarno, dov'è tornato nel 2002, col primo premio vinto nel 1997
A Locarno, dov'è tornato nel 2002, col primo premio vinto nel 1997 (keystone)
Un fedelissimo di Berlino, qui con l'Orso vinto nel 2006
Un fedelissimo di Berlino, qui con l'Orso vinto nel 2006 (keystone)

Tacendo di altri riconoscimenti minori, nella capitale tedesca ha poi fatto suoi due Orsi d'argento, nel 2006 e nel 2013; pure il Parlamento europeo ne ha riconosciuto la grandezza attribuendogli il Premio Sakharov nel 2012.

Migliori registi ex aequo sono stati designati il rumeno Radu Jude ("Aferimi") e la polacca Malgorzata Szumowska ("Cialo"). Un Orso d'argento è andato pure a Charlotte Rampling e Tom Courtenay, protagonisti di "45 Years", di Andrew Haigh.

I due migliori attori, Tom Courtenay e Charlotte Rampling
I due migliori attori, Tom Courtenay e Charlotte Rampling (keystone)

AFP/dg

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