Il quadro che ben raffigura la condizione delle donne pittrici dell'epoca in Ticino
Il quadro che ben raffigura la condizione delle donne pittrici dell'epoca in Ticino (rsi)

Fra pittura e mura domestiche

Valeria Pasta Morelli e altre artiste ticinesi dell'Ottocento in mostra alla Züst

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La figura di Valeria Pasta Morelli, di cui la Pinacoteca Züst ha acquisito un cospicuo lascito grazie alla nipote deceduta ne 2014 – 34 dipinti, anfore, album di studi, medaglie e diplomi –, è al centro della mostra "Arte e diletto" che il museo di Rancate ospiterà da martedì prossimo al 26 agosto.

Nata nel 1858 a Mendrisio e morta nel 1909 a Milano, frequentò l'Accademia di Brera e fu una delle poche pittrici ticinesi della sua epoca, una categoria spesso confinata fra le mura domestiche. Figlia di Carlo Pasta, consigliere nazionale e promotore della ferrovia del Monte Generoso, e nipote di Bernardino Pasta, artista di discreta fama, raccolse premi e riconoscimenti, ma il matrimonio mise fine alle sue ambizioni.

Oltre alle sue opere, una sezione dell'esposizione presenta quelle di altre donne allora attive nel cantone, come Marie-Louise Audemars Manzoni, Giovanna Béha-Castagnola, Adele Andreazzi, Olga Clericetti, Elisa Rusca, Antonietta Solari e Regina Conti, quasi tutte appartenenti alla borghesia che coltivavano la loro passione come hobby piuttosto che come lavoro.

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