Lo stato dell'Artico preoccupa

Secondo Martin Schneebeli, uno degli studiosi svizzeri che era a bordo della Polarstern, non si è ancora al punto di non ritorno, ma...

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Lo scorso 12 ottobre la nave Polarstern ha attraccato al porto tedesco di Bremhavern dopo un viaggio di oltre un anno al Polo Nord.

La rompighiacci ha raccolto informazioni sugli effetti del riscaldamento globale nell’Artico. A bordo c’erano 600 persone provenienti da 19 paesi, Svizzera compresa.

Martin Schneebeli, uno degli scienziati elvetici che ha partecipato alla missione, ci ha spiegato che, malgrado le difficoltà (trovare i finanziamenti, far funzionare tutti gli strumenti in condizioni meteo estreme) tutto si è svolto per il meglio.

Un’esperienza che ha lasciato il segno, non solo per le esperienze vissute e l'enorme quantità di dati digitali raccolti (150 terabyte, per la precisione), ma anche per aver potuto osservare di persona la preoccupante situazione dell'Artico: "Non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno, ma ci siamo molto vicini”. Lo spessore dei ghiacci del Mare Artico, spiega Schneebeli, "ha raggiunto il secondo livello più basso degli ultimi 50 anni" e tocca ora ai Governi agire: "Abbiamo un'opportunità unica di proteggere i ghiacci artici riducendo l'emissione di gas a effetto serra".

Marija Milanovic 

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