Recuperata nel Golfo del Messico (keystone)

Pubblico e privato nello spazio

L’analisi del giornalista scientifico Giovanni Caprara dopo la missione riuscita di Space X Crew Dragon

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La missione di Space X si è conclusa domenica sera senza problemi. La navicella Dragon ha ammarato come da programma nel Golfo del Messico con a bordo astronauti che sono andati e tornati dalla Stazione spaziale internazionale. E allora: si può dire che è stato un successo pieno? Così risponde Giovanni Caprara, responsabile delle pagine scientifiche del Corriere della sera:

"Direi di sì, a parte qualche ritardo in alcuni aspetti delle operazioni. Ma al di là dei dettagli è stata la prova che tutti aspettavano, ovvero che la navicella di Elon Musk è in grado di garantire il ritorno sicuro nei collegamenti tra la terra e la stazione spaziale internazionale. Quindi l’America ritorna ad avere un veicolo di trasporto dopo che nel 2011 ha ritirato il suo shuttle e ritorna protagonista di una scena spaziale che segna anche un cambiamento radicale molto profondo per quanto riguarda il trasporto verso il cosmo. Perché proprio l’ingresso sulla scena di Elon Musk con i sui straordinari progetti ha cambiato soprattutto il rapporto tra il pubblico e il privato".

Proprio questa collaborazione potrebbe essere l’unico modo per permettere agli Stati Uniti di mantenere un ruolo a livello di missioni spaziali?

"Sicuramente. Era impensabile che solo le agenzie spaziali, quindi enti di Stato, potessero finanziare le imprese future. E soprattutto era determinante il coinvolgimento dei privati perché queste tecnologie possono offrire delle ricadute terrestri estremamente importanti anche come nuovi settori nei quali l’economia può manifestare una redditività eccezionale. Non a caso Elon Musk e Jeff Bezos sono oggi i due personaggi chiave dello spazio americano."

Secondo lei da questa collaborazione pubblico privato potranno arrivare anche missioni un po’ più ambiziose?

"Certamente, il nuovo rapporto tra il mondo pubblico e privato è proiettato in senso generale all’esplorazione cosmica dei prossimi anni. La navicella Crew Dragon è solo il primo passo di un’evoluzione tecnologica che guarda alla Luna. Elon Musk ha detto che è pronto a garantire i rifornimenti per quanto riguarda le missioni lunari che sono proiettate alla realizzazione di una colonia abitata nel polo sud della Luna. Ma non solo. In parallelo c’è la prospettiva marziana, anch’essa richiede una partecipazione tecnologico finanziaria nella quale sia Musk che Bezos hanno deciso di entrare. In un territorio che naturalmente garantirà loro grandi prospettive non solo tecnologiche, ma anche economiche e finanziarie."

Veronica Alippi/RG
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