Scienza e Tecnologia

I grandi temi scientifici del 2026

Intelligenza artificiale, esplorazione spaziale e salute umana saranno tra le principali tematiche dell’anno appena iniziato

  • Oggi, 11:20
  • Oggi, 12:03
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  • IMAGO/Dreamstime
Di: Red. giardino di Albert/Christian Bernasconi 

Ogni mese di gennaio, importanti riviste scientifiche tastano il polso alla comunità scientifica e formulano previsioni per capire quali saranno i temi forti dell’anno appena iniziato. Prendendo spunto dalle varie pubblicazioni, la redazione del Giardino di Albert ne approfitta per fare una sintesi (non esaustiva) dei temi principali.

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2026: cosa aspettarsi?

Millevoci 12.01.2026, 10:05

  • iStock
  • Francesca Margiotta e Marcello Fusetti

Intelligenza artificiale sempre protagonista

Viviamo nel pieno di un’era digitale, plasmata e influenzata dall’intelligenza artificiale (IA). Una situazione che non cambierà nemmeno nel 2026, anzi. Gli esperti prevedono che l’uso dell’IA aumenterà ulteriormente e sarà sempre più impiegata anche nei progetti di ricerca scientifica. Non solo come aiuto nella sintesi di articoli scientifici o nella redazione di testi, bensì sempre più per condurre gli studi, un po’ come se fosse una ricercatrice (o ricercatore) in carne ed ossa.

Una nuova situazione che poterà sicuramente a nuovi risultati e a interessanti scoperte, ma che dall’altro potrebbe aumentare il rischio di errori. In alcuni studi condotti dall’IA sono stati infatti già stati riscontrati dei problemi legati, ad esempio, alla perdita di dati, mostrando che questa collaborazione è ancora da perfezionare.

Inoltre, se da un lato l’IA aprirà indubbiamente nuove prospettive di ricerca, la stessa comunità scientifica ha messo in evidenza altri rischi legati a questa situazione: secondo uno studio condotto nel 2025, l’uso crescente dell’IA diminuisce il nostro spirito critico, indispensabile per distinguere le notizie vere da quelle false. E in un’era in cui la generazione di video e di contenuti tramite l’Intelligenza artificiale è sempre più veloce e realistica, non si tratta di un fattore di poco conto.

Il 2026 sarà pure caratterizzato dall’avvento di nuovi modelli di intelligenza artificiale: non solo modelli a largo spettro, cioè che si nutrono e imparano da una vasta quantità di dati, ma anche e soprattutto modelli più snelli e specializzati in settori specifici. Il settore tenderà dunque a favorire i modelli specialisti rispetto a quelli “onniscienti”.

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Il nuovo umano

Il giardino di Albert 01.11.2025, 17:00

  • ©The New Human

Salute: tra genetica, diagnosi precoce e antibiotici

I progressi scientifici degli ultimi anni hanno portato allo sviluppo di tecniche di editing genetico sempre più precise. Al giorno d’oggi è possibile sostituire, accendere o spegnere un gene preciso, per curare patologie o modificare dei tratti del nostro corpo. Nel 2026 tali tecniche potrebbero entrare nel vivo grazie allo sviluppo di terapie geniche (o genetiche) per il trattamento di malattie soprattutto nei bambini affetti da sindromi genetiche rare.

Sempre in ambito di salute umana, un’altra importante ricerca – i cui risultati sono attesi proprio nel 2026 – intende sviluppare e affinare un metodo per monitorare i potenziali tumori grazie alle analisi del sangue. L’intento è quindi quello di elaborare la diagnosi prima dello sviluppo dei sintomi.

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Super-batteri e antibiotici

Il giardino di Albert 14.12.2024, 18:00

  • iStock
  • Fabio Meliciani

Il 2026 sarà inoltre – sempre secondo gli esperti – un anno cruciale per le questioni legate alla resistenza agli antibiotici. A causa dell’aumento di ceppi batterici sempre più resistenti, legato in particolare all’uso improprio degli antibiotici, si prevede che il periodo 2025-2050 sarà cruciale in termini di ricerca e di lotta al fenomeno. Vi è quindi da credere che questa “corsa agli armamenti” vedrà impiegati molti mezzi finanziari e team di ricerca per salvare vite umane anche nel corso del 2026.

Anno cruciale per la ricerca spaziale

Tra i trend dell’anno c’è chiaramente anche la ricerca spaziale. Le missioni dedicate alla Luna e allo studio di Marte vedono impegnate le varie agenzie spaziali a esplorare quel che si situa oltre i confini della Terra.

Iniziamo dalla NASA, che – in collaborazione con altri enti spaziali - dopo oltre 50 anni desidera riportare l’essere umano sulla Luna con la missione Artemis. Artemis II prevede di portare un equipaggio nello spazio già a febbraio: non è previsto per ora l’allunaggio, ma solo (si fa per dire) un viaggio nell’orbita lunare. L’atterraggio sulla Luna è però obiettivo dei prossimi anni con le missioni Artemis III e le successive. Lo scopo principale di queste missioni è lo sviluppo di una base lunare, che serva da appoggio per spedizioni che si spingeranno ancora più lontano, come ad esempio su Marte.

Missioni spaziali che vedranno coinvolte pure la Cina, il Giappone e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Proprio l’ESA ha dichiarato che – tra i vari progetti del 2026 – ha in previsione di lanciare 65 satelliti, di cui 48 saranno dedicati all’osservazione della Terra e forniranno dati utili alla protezione del Pianeta e allo studio del clima.

Il numero globale di satelliti in orbita, che sta crescendo in maniera esponenziale, è uno dei temi di preoccupazione secondo la comunità scientifica. Dal primo satellite lanciato nel 1957 (lo Sputnik), secondo i dati dell’ESA al giorno d’oggi ci sono circa 16’000 satelliti nello spazio, di cui circa 13’000 funzionanti. Le stime parlano di un numero che salirà fino a un totale variabile tra 50’000 e 100’000 entro il 2030. Un traffico che porta con sé dubbi in merito al tema dei rifiuti spaziali e al rischio di collisioni.

In un’epoca in cui la ricerca è sempre più concentrata sullo studio di mondi lontani e di quelli digitali, la distanza che ci allontana dal mondo naturale in cui abitiamo e in cui ci siamo evoluti sembra aumentare sempre più. La speranza è che tra i trend del 2026, ci siano sempre più notizie positive riguardanti la nostra relazione con il mondo naturale in cui viviamo.

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