Uno dei gatti randagi della colonia tra Piazza Nosetto e la salita al Castelgrande di Bellinzona
Uno dei gatti randagi della colonia tra Piazza Nosetto e la salita al Castelgrande di Bellinzona (rsi)

"Bellinzona lungimirante"

Dieci i gatti randagi catturati, sterilizzati e riportati sul territorio. Forse l’operazione si ripeterà

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Undici gatti catturati, dieci sterilizzati e rilasciati (6 femmine e 4 maschi), uno addormentato (perché positivo alla FELV) mentre alcuni sono riusciti a dileguarsi. Sono questi i numeri dell’azione di controllo sanitario dei randagi svolta dal comune di Bellinzona a fine febbraio.

"Evitata la nascita di una trentina di gatti"

"I gatti sani, dopo essere stati operati, sono stati riportati nella zona tra Piazza Nosetto e la salita al Castelgrande dove vive la colonia", ci spiega Emanuele Besomi , neopresidente della Società protezione animali di Bellinzona (SPAB), che aggiunge: "Abbiamo così potuto evitare, considerato il periodo, la nascita di una trentina di micini nei prossimi 3 mesi". Animali che non avrebbero avuto una casa.

Dove c'è una colonia non arrivano altri gatti

La decisione della città di svolgere un’operazione di controllo e rimessa sul territorio dei randagi (richiesta dalla SPAB su sollecitazione degli abitanti del quartiere) è, secondo Besomi, lungimirante. "Non è portando via gli animali che si risolve il problema, anzi. Invece dove c’è già una colonia instaurata non arrivano altri gatti. E poi questi felini aiutano a tenere lontani topi e altri roditori".

"Forse dovremo ripetere l'azione di cattura"

Il presidente della protezione animali bellinzonese non esclude un nuovo intervento: "Alcuni gatti sono probabilmente sfuggiti alle nostre trappole, perché alcune persone hanno dato loro da mangiare appositamente da un’altra parte, non avendo forse compreso il nostro intento". La maggior parte della popolazione invece, conclude Besomi, "ha capito lo scopo positivo dell’azione e ci ha aiutati".

Sara Matasci


Cos'è la leucemia felina (FELV)

La leucemia felina è un tumore delle cellule del midollo osseo. L'agente di questa malattia è un virus della famiglia dei Retrovirus tra i quali c'è anche il virus responsabile della FIV (immunodeficienza felina). La trasmissione può avvenire da un gatto all'altro attraverso liquidi organici infetti come la saliva, il sangue e l'urina, ma non c’è alcun rischio per gli altri animali o per gli esseri umani. Nei gatti infetti il virus replica finché danneggia parte dei globuli bianchi (leucociti) del sangue che essendo deputati alla difesa dalle infezioni, rendono il gatto immunodepresso e quindi sensibile anche a banali infezioni che in altri soggetti sarebbero superate senza grosse difficoltà. Un gatto infetto dal virus della leucemia felina può anche vivere da molte settimane a molti mesi; ciò dipende dallo stato di salute del soggetto, dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e dalle terapie.

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