Peggio dei taglialegna

Intere foreste sono a rischio a causa dei castori, introdotti 70 anni fa nella Terra del Fuoco cilena

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Non bastava la mano dell’uomo. Ci si sono messi anche i castori, con la loro incredibile voracità, a danneggiare il Parco Karukinka, che si trova nella Terra del Fuoco cilena, all’estremo sud della Patagonia.

I roditori, di origine nordamericana, sono stati introdotti in questa zone negli anni ‘40 con lo scopo di avviare un business di pellicce, ma la situazione è decisamente fuori controllo. In 70 anni si è infatti passati da una ventina di coppie a oltre 100mila esemplari che affondano quotidianamente i loro denti in alberi centenari per farne dighe, costruire tane e nutrirsi.

“I castori sono ingegneri dell’ecosistema”, spiega il ricercatore Cristóbal Arredondo, “per abitare in un ambiente lo devono modificare, adattarlo ai loro bisogni. A loro non interessa se queste foreste sono uniche al mondo e se i loro alberi muoiono”.

Per risolvere il problema, è stata autorizzata la caccia al castoro e sono state messe trappole ovunque e questo malgrado diverse organizzazioni in difesa degli animali abbiano protestato.

KiNa
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