Vivere fuori casa
Vivere fuori casa (Ti-Press)

Randagi non per colpa loro

L'unica soluzione, per veterinario cantonale e GAR, resta la sterilizzazione

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“Sono ormai tanti i comuni che hanno adottato il metodo di cattura, sterilizzazione e rimessa sul territorio dei gatti randagi. Con la nostra associazione collaborano, a vario titolo, più di una trentina di enti”: a spiegarcelo è Sabrina Piacente, coordinatrice del Gruppo Aiuto Randagi (GAR), alla quale ci siamo rivolti per capire se l’azione di controllo sanitario dei randagi, svolta a Bellinzona a fine febbraio, fosse qualcosa di insolito o meno.

Il randagismo, dunque, non è presente solo nella capitale ticinese. Anzi. “È lecito supporre che il fenomeno sia diffuso in ogni comune della Svizzera italiana: anche solo due gatti senza padrone, infatti, formano già una colonia”, aggiunge Piacente.

“La responsabilità è dei proprietari”

Ma com’è possibile che, nella nostra regione, ci siano così tanti gatti senza un padrone? “La causa va ricercata, in realtà, nei proprietari che non fanno molta attenzione (se fanno uscire di casa i propri mici) al problema della proliferazione. Per contenere il numero di questi felini, ed evitare il formarsi di colonie, bisogna infatti procedere alla sterilizzazione”: a risponderci, in questo caso, è il veterinario cantonale ticinese Tullio Vanzetti. “Questa – aggiunge – è una responsabilità chiara di ogni proprietario”. Stando all’ordinanza sulla Protezione degli animali (OPAn), infatti, chi ne detiene deve “adottare i provvedimenti del caso per evitare che gli animali si riproducano in modo incontrollato”.

 

Sterilizzazione, unica soluzione

Per il veterinario cantonale e per la coordinatrice del GAR, la sterilizzazione (sia dei gatti domestici che escono, sia di quelli ormai divenuti randagi) è l’unica, concreta, soluzione al problema del randagismo felino. La sterilizzazione, inoltre, “dà un taglio netto al pericolo di diffusione di malattie infettive, come la FIV (AIDS felina) e la FELV (leucemia felina), che si trasmettono attraverso l’accoppiamento e lo scambio di sangue causato dai litigi cruenti, comportamenti che vengono eliminati con la castrazione”, sottolinea Sabrina Piacente.

Se molti anni fa la presenza di randagi non era tollerata e quindi i gatti venivano catturati e portati nei gattili, se non addirittura addormentati, oggi le cose sono decisamente cambiate. “È ormai palese a tutti, autorità comprese, che le soppressioni indiscriminate non hanno portato ad alcun risultato tangibile. E ormai non sono nemmeno più accettate dall’opinione pubblica”, conclude la coordinatrice del GAR.

Sara Matasci

 

Una colonia sfamata dai volontari
Una colonia sfamata dai volontari (GAR)

 

10 maggio, giornata speciale di raccolta cibo

Chi volesse dare un aiuto concreto ai gatti randagi ticinesi può farlo sabato, il 10 maggio, giorno in cui il GAR sarà presente alla Manor di Vezia con una bancarella informativa e un punto di raccolta di cibo. In sostanza, facendo la spesa per i propri animali si può acquistare e donare qualcosa anche per i mici meno fortunati. Chi non potesse recarsi a Vezia, può – tutto l’anno – offrire del cibo per i mici presso i punti di raccolta fissi (L’Animaletto di Bellinzona, La Cuccia di Bioggio, Animal Club di Breganzona e Amico Animale di Grancia). Per maggiori informazioni: il flyer o la pagina internet dedicati alla giornata.

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