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Il misticismo della "Moneta intera"

di Marco Salvi

Plusvalore
Lunedì 07 maggio 2018 alle 12:20

 

Considerate il seguente breve paragrafo, tratto dal sito internet a sostegno dell’iniziativa «Moneta intera», in votazione il 10 giugno: «Il segreto della creazione di moneta», scrivono gli iniziativisti, «è il segreto bancario meglio custodito. Le banche producono i propri depositi bancari prestando dal nulla, cioè senza che questo denaro sia esistito prima». E più avanti: «Dal momento che la creazione di moneta dal nulla è praticamente illimitata, e più moneta significa più influenza e potere, le banche tendono continuamente ad espandere l'offerta di moneta».

Potremmo proseguire, ma è evidente che per i fautori dell’iniziativa le banche dispongono di poteri unici, quasi magici, e che per esse, le normali leggi dell’economia non valgono. Un pensiero, questo, assai diffuso; pensiero che il premio Nobel di economia Paul Krugman una volta qualificò di «misticismo monetario».

Eppure basterebbe aprire un libro di testo per convincersi che il processo di moltiplicazione dei depositi bancari - che l’iniziativa vuole vietare - non ha nulla di magico o di miracoloso.

Una banca si limita a prestare denaro ricevuto in deposito, non può emettere assegni dal nulla. Certo, ogni prestito accordato ai clienti viene speso, e così facendo si crea un nuovo deposito presso altre banche, le quali utilizzeranno i fondi ottenuti per concedere nuovi prestiti.

Vi sono però vincoli forti al processo moltiplicatore. Esso non è per nulla illimitato. Infatti, parte o totalità del prestito viene ritirato in contanti. Quanti soldi il pubblico sceglie di detenere, piuttosto che di lasciare in banca, dipenderà da tassi di interesse, dalla politica della banca nazionale e - non da ultimo - dalla fiducia nel sistema bancario stesso. Questa domanda di moneta pone un limite alla creazione di prestiti bancari.

Nulla di misterioso quindi – e nulla di nuovo: in una forma o nell’altra, il sistema di riserva frazionaria è in vigore da secoli, se non da millenni.  Del resto, mai una legge ha proibito a una banca di offrire conti correnti coperti al 100% da riserve, conti che l’iniziativa moneta piena vorrebbe rendere obbligatori. Che nel corso dei secoli nessuna banca l’abbia fatto non è il frutto di un complotto ma bensì dell’assenza di bisogno da parte dei clienti per questo tipo di istituzione.

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