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Libertà su misura

di Marco Salvi

  • 17 December 2018, 12:20
  • Attualita
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Lunedì 17 dicembre 2018 alle 12:20

Il filosofo Ludwig Wittgenstein faceva notare che parliamo volentieri di giochi, benché non sia facile definire cos’è un gioco. Usiamo spesso la parola, anche se manchiamo di una precisa ricetta per il suo uso. Lo stesso vale per la nozione di libertà. Che cosa significa essere liberi? Il concetto non è facile da definire – e ancora meno da misurare.

Eppure, da diversi anni, numerosi indici internazionali, cercano di quantificare l’impatto di leggi e istituzioni sulle libertà individuali. La Svizzera si piazza costantemente in testa alle classifiche. Ad esempio, secondo l’Index of Economic Freedom della Heritage Foundation, in quanto a libertà economiche il nostro paese sarebbe al quarto rango mondiale, dopo Hong-Kong, Singapore e la Nuova Zelanda.

Tuttavia, questi indici non comprendono tutte le limitazioni della libertà vigenti nel nostro paese. E soprattutto non considerano l’effetto delle leggi e dei regolamenti cantonali. Eppure, il bello della Svizzera sta proprio qui: le differenze legislative tra le regioni sono spesso notevoli. Esse riguardano sia le libertà di tipo economico (libertà di intraprendere, livello di tassazione, regolamentazione) che di tipo civile.

Un indice però si propone di porvi rimedio: l’Indice delle libertà di Avenir Suisse. Esso raccoglie una serie di indicatori a livello cantonale e consente un confronto più dettagliato. (Per correttezza devo aggiungere che il sottoscritto ha partecipato brevemente alla sua redazione). A livello economico si spazia dalle tasse ai monopoli cantonali. Per le libertà civili si va dal divieto di dissimulazione del viso, ai diritti politici degli stranieri e alla libera scelta della scuola.

Da ormai quasi un decennio, domina incontrastato la classifica il Canton Argovia, seguito quest’anno da Svitto e Glarona. In genere, i piccoli cantoni germanofoni sono in testa alla graduatoria, perché più restii ad introdurre nuovi limiti e regolamentazioni, soprattutto di tipo economico. Per quanto riguarda le libertà civili invece, a capeggiare la classifica è il Canton Giura, seguito da Neuchâtel.

E il Ticino? Continua la sua lenta caduta nella graduatoria: dalla settima posizione nel 2008 il cantone è oggi al 23esimo posto (su 26). Complice, dal lato economico, una densità sempre più elevata di regolamentazioni riguardanti il mercato del lavoro. Dal lato civile invece, spiccano le posizioni restrittive in materia di diritti accordati agli stranieri. Così, il Ticino ha deciso di risolvere le sfide poste dalla frontiera in modo diverso dagli altri cantoni – una risposta che va in modo misurabile a scapito delle libertà individuali.

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