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Sull’autobus prima di Rosa Parks restò seduta Claudette Colvin

Quindicenne, nel marzo 1955, osò dire di “no” nel cuore dell’Alabama segregazionista - La pioniera dei diritti è morta a 96 anni: “La storia mi aveva incollato al sedile”

  • 14 gennaio, 16:41
Nel 2005 muore Rosa Parks, un poster omaggia l'attivista con una sua celebre foto, seduta su un autobus il 21 dicembre 1955
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Notiziario della 1.00 del 14.01.26, la notizia della morte di Claudette Colvin

RSI Info 14.01.2026, 11:00

  • Keystone
Di: AFP/Reuters/Spi 

Nove mesi prima del famoso rifiuto di Rosa Parks, la quindicenne afroamericana Claudette Colvin non acconsentì a cedere il suo posto a una donna bianca su un autobus a Montgomery, in Alabama, e per questo fu arrestata. L’audacia di questa adolescente fu la “scintilla” che portò all’abolizione della segregazione sui trasporti pubblici nel sud degli Stati Uniti. Ma la sua figura - per le ragioni che vedremo - rimase per decenni poco conosciuta nel movimento per i diritti civili. Se ne riparla adesso, perché questa “pioniera dei diritti” è morta, martedì, all’età di 96 anni, come annuncia la fondazione a lei intitolata.

La storia ha ricordato Rosa Parks (1913-2005), la sarta nera di Montgomery che con lo stesso gesto, compiuto il 1° dicembre 1955, diede il via al primo grande movimento di resistenza passiva contro la segregazione. Responsabile locale della NAACP, una delle prime e più importanti associazioni per la promozione dei diritti civili delle persone di colore negli Stati Uniti, Parks guidò il boicottaggio degli autobus di Montgomery insieme al reverendo Martin Luther King. Per 381 giorni, tanto durò la protesta, la clientela di colore, che rappresentava il 75% del totale, non usò i mezzi pubblici urbani.

Prima di lei, però, nella stessa città e sulla stessa linea di autobus, una studentessa di 15 anni, vicina alla NAACP, aveva sfidato le leggi razziste. Altri passeggeri lo avevano già fatto, ma lei fu la prima a dichiararsi non colpevole in tribunale.

Claudette Colvin a 13 anni

Claudette Colvin a 13 anni

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Era il 2 marzo 1955 quando Claudette Colvin salì sull’autobus tra Bibb e Commerce Street a Montgomery. Prese posto al centro del veicolo, dove era seduta un’altra donna di colore. Dopo alcune fermate, raccontò anni fa la stessa Colvin, “salirono sempre più passeggeri bianchi e l’autista ci chiese di liberare i posti”, spostandosi verso il fondo. Entrambe le donne di colore si rifiutarono, ma quando il conducente arrestò la corsa per cercare un agente di polizia, la più anziana capitolò, mentre la quindicenne rimase ferma al suo posto.

“La storia mi aveva incollato al sedile”, disse poi la giovane, facendo riferimento al fatto che a scuola aveva appena studiato le prime figure storiche dell’abolizionismo contro la schiavitù e sentiva di “avere Harriet Tubman su una spalla, Sojourner Truth sull’altra”. Al poliziotto, che le chiedeva cosa stesse facendo, rispose di aver pagato per il suo posto e che era un suo diritto costituzionale: “Volevo più di ogni altra cosa sfidarlo e mi sono rifiutata di alzarmi”.

Trascinata con le maniere forti fuori dall’autobus, ammanettata e arrestata, venne in seguito condannata per violazione della legge sulla segregazione e aggressione a pubblico ufficiale. Il trattamento che la polizia aveva riservato a una quindicenne impressionò fortemente la popolazione afroamericana della città.

L'autobus, su cui Rosa Parks oppose il suo celebre rifiuto, è esposto all'Henry Ford Museum a Dearborn, in Michigan

L'autobus, su cui Rosa Parks oppose il suo celebre rifiuto, è esposto all'Henry Ford Museum a Dearborn, in Michigan

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La comunità nera aveva già discusso a lungo sul boicottaggio degli autobus, ma le divisioni e le paure al suo interno avevano fino ad allora impedito che la protesta si concretizzasse. Da un lato molte delle persone più coinvolte nella nascente leadership cittadina per i diritti civili erano di classe media e non usavano i mezzi pubblici, dall’altro molti degli operai e dei domestici temevano di perdere il lavoro se avessero sfidato il sistema.

Nel periodo che precedette il boicottaggio, iniziato il 5 dicembre 1955, diverse valutazioni portarono i leader dei diritti civili a non considerare l’adolescente come portabandiera del movimento. Secondo alcuni ebbe un peso la differenza di classe sociale (la Colvin proveniva da un ambiente più povero della Parks), altri parlarono di “colorismo” (la giovane aveva la pelle più scura della Parks). Ma pesò anche, nel relegarne in disparte la figura, il fatto che la giovane rimase incinta di un uomo sposato, dopo un incontro che lei stessa descrisse come uno stupro su un minore.

Tutto questo contribuì a che la scelta di su chi dovesse sfidare volontariamente la segregazione sugli autobus cittadini cadesse su Rosa Parks. “Era un’adulta: sarebbe stata più affidabile di un’adolescente”, dichiarò la stessa Claudette Colvin alla radio americana NPR. “La sua carnagione la associava alla classe media. Aveva il profilo giusto e un’autorevolezza naturale”.

Nel febbraio 1956, nel pieno del boicottaggio, la città di Montgomery condannò un centinaio di organizzatori del movimento, tra cui Martin Luther King e i coniugi Parks. Due dei loro appelli furono respinti. Rosa Parks fu licenziata e dovette abbandonare la città.

Con il caso di Rosa Parks bloccato nei tribunali locali, la NAACP decise di sottoporre la denuncia di Claudette Colvin e di altre tre passeggere (Aurelia Browder, Susie McDonald e Mary Louise Smith) alla corte federale. Il 5 giugno 1956 arrivò la prima vittoria, quando due giudici federali dichiararono incostituzionale la segregazione sugli autobus. Montgomery e l’Alabama fecero ricorso. Ma la Corte Suprema si pronunciò contro di loro. Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema stabilì, nella causa “Browder contro Gayle” (quest’ultimo era all’epoca il sindaco di Montgomery), che la segregazione sui trasporti pubblici nel Sud era incostituzionale in base al 14° Emendamento della Costituzione che sanciva eguali diritti per tutti i cittadini. Un mese dopo, il 20 dicembre, con una lettera la Corte Suprema, ordinò a Gayle di cessare immediatamente tali pratiche discriminatorie. Il boicottaggio degli autobus, che durava da 381 giorni, venne interrotto.

Claudette Colvin, fotografata nel 2021 a Montgomery, accanto al suo ex avvocato Fred Gray

Claudette Colvin, fotografata nel 2021 a Montgomery, accanto al suo ex avvocato Fred Gray

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Dopo questa vicenda, Claudette Colvin tornò nell’ombra. A causa della sua gravidanza fuori dal matrimonio fu espulsa dal college e non riuscì a trovare lavoro a Montgomery. Nel 1985 si trasferì a New York, dove divenne assistente infermieristica. Soltanto dopo essere andata in pensione iniziò a parlare pubblicamente nelle scuole di quella sua coraggiosa ribellione nel 1955.

“Mi sento molto, molto orgogliosa. Sento che quello che ho fatto è stata una scintilla”, disse nel 2005 a un giornale locale di Montgomery. “Che la gente sappia che Rosa Parks era la persona giusta per il boicottaggio. Ma che sappiano anche che gli avvocati hanno portato altre quattro donne alla Corte Suprema per sfidare la legge che ha portato alla fine della segregazione”.

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