Il 23 gennaio il suo arresto, in un appartamento di Wetzikon, grazie al lavoro svolto dall’antenna ticinese della polizia federale. Venerdì l’estradizione. Il presunto ‘ndranghetista, che un anno fa era sfuggito alla cattura disposta dalle autorità calabresi, è stato trasferito oltre confine, dove figura tra gli indagati di due operazioni condotte contro la cosca di Guardavalle (in provincia di Catanzaro).
L’altro latitante
Da entrambe le inchieste, chiamate “Ostro-Amaranto” e “Kleopatra”, emerge a più riprese il nome della Svizzera. Soprattutto in riferimento a un’altra persona, ancora latitante: un 36enne di Locri residente in Germania, che i giudici considerano – citiamo – “una vera e propria mente criminale imprenditoriale attiva in più filiere”. Tra queste la compravendita di armi e il traffico internazionale di stupefacenti, nell’ambito del quale viene ritenuto uno dei referenti più importanti della Calabria.
Il traffico di armi
Secondo le carte del procedimento “Ostro-Amaranto”, che la RSI ha potuto consultare, nel 2020 l’uomo si sarebbe adoperato per importare dalla Svizzera un paio di pistole e un Kalashnikov. Sempre dalla Svizzera – si apprende invece dagli atti dell’indagine “Kleopatra” – il 36enne avrebbe inoltre esportato (o cercato di esportare) ingenti quantitativi di hashish.
Il traffico di hashish
Si parla di decine di chilogrammi, confezionati appoggiandosi a un laboratorio chimico di Aarburg, nel Canton Argovia. Nel luglio del 2020 avrebbe pianificato addirittura il trasporto, a bordo di un camper, di una partita di 150 chili. Viaggio a cui poi rinunciò dopo avere scoperto una microspia nascosta dagli inquirenti nella sua auto.





