Svizzera

Fedpol: tra le priorità la lotta alla mafia (e non solo a quella italiana)

L’intervista della RSI alla portavoce della polizia federale, Mélanie Lourenço: nel mirino anche mocro-mafia, organizzazioni albanesi e bande francesi

  • Ieri, 20:36
  • Ieri, 20:42
Mélanie Lourenço
04:28

Il 2025 della polizia federale

SEIDISERA 16.04.2026, 18:00

Di: SEIDISERA - Gian Paolo Driussi / M. Ang. 

Nel 2025 sono più che quadruplicati i divieti d’entrata per terrorismo emanati dalla polizia federale, passati da 126 a ben 512. Lo rende noto la stessa fedpol nel suo rapporto annuale, spiegando che l’importante aumento è dovuto in particolare all’arrivo di un consistente pacchetto di segnalazioni da Europol. Cresce anche il numero di comunicazioni per sospetto riciclaggio e per sospetta pedocriminalità su Internet. Il corrispondente RSI da Berna, Gian Paolo Driussi, alla luce di questi dati, ha intervistato la portavoce di fedpol, Mélanie Lourenço.

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L’intervista integrale alla portavoce della polizia federale, Mélanie Lourenço - di Gian Paolo Driussi

RSI Info 16.04.2026, 18:03

L’aumento dei divieti d’entrata in Svizzera

Nel 2025 i divieti d’entrata per terrorismo sono quasi quadruplicati. Come si spiega?

“Sono in effetti aumentati enormemente. Si tratta di informazioni che arrivano da partner stranieri, ricevute tramite Europol, riguardanti persone residenti all’estero e che hanno legami col cosiddetto Stato Islamico. È un pacchetto di nuove informazioni inviate ai Paesi partner e in particolare alla Svizzera. Non c’è nulla di nuovo in questo metodo di comunicazione, usato anche in relazione ad altri reati, ma è effettivamente la prima volta che ci arriva una massa così importante di dati legati al terrorismo”.

La lotta alla pedocriminalità online

Il 2025 è stato caratterizzato da diversi successi per fedpol , fra cui l’individuazione di diversi utenti della piattaforma Kidflix. Cosa si è potuto scoprire di nuovo nella lotta alla pedocriminalità grazie a queste indagini?

“Premesso che la competenza in materia di pedocriminalità è cantonale, fedpol riceve e smista le informazioni che arrivano dall’estero, in particolare dal National Center for Missing and Exploited Children (Centro nazionale per i bambini scomparsi e sfruttati), ente americano che a sua volta riceve le segnalazioni da Facebook, Instagram, Google, ecc.. Abbiamo dunque una buona visione d’insieme e osserviamo un costante aumento delle segnalazioni dal 2021, legato per esempio al fatto che su Internet circola sempre più materiale illegale e sempre più materiale condiviso dagli stessi minorenni, che non sanno di esporsi non solo a perseguimenti penali ma anche a potenziali abusi. Anche gli algoritmi funzionano sempre meglio nell’individuazione dei contenuti e pure la buona cooperazione internazionale spiega l’aumento dei casi scoperti”.

Mentre per quanto riguarda gli autori che divulgano immagini di pedocriminalità e allestiscono queste reti di scambio, cosa si è scoperto?

“La sfida consiste nel fatto che gli autori sono estremamente ben organizzati a livello internazionale. Hanno reti in cui si scambiano informazioni tra loro, con veri e propri manuali per restare fuori dai radar della polizia. E gli scambi non avvengono solo nel darknet. Anche qui la cooperazione fra le polizie è dunque molto, molto importante”.

La tratta di esseri umani

Nell’operazione Global Chain 2025 vi siete concentrati sulla Romania. L’aiuto di un’agente rumena ha permesso di identificare 130 potenziali vittime di tratta di esseri umani in Svizzera. È un risultato che vi aspettavate? Le dinamiche del fenomeno osservate sono le stesse degli scorsi anni oppure c’è qualcosa di diverso?

“Abbiamo effettivamente rafforzato la collaborazione con la Romania, quindi non è sorprendente poter disporre di informazioni sempre più importanti sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Essendo un Paese molto toccato dal fenomeno, la Svizzera ha un suo agente di collegamento sul terreno e il fatto che colleghi rumeni vengano da noi per delle giornate di azione comune permette alle potenziali vittime di sentirsi più a loro agio, comunicando informazioni appunto di migliore qualità. È senza dubbio una dinamica positiva. La cifra in sé, queste 130 potenziali vittime di tratta di esseri umani, non è sorprendente. Le abbiamo identificate e ora spetterà alle rispettive polizie cantonali condurre le indagini e accertare eventuali reati. È un numero importante, risultato dalle operazioni comuni di polizia”.

La mocro-mafia in Svizzera

La direttrice di fedpol Eva Wildi-Cortés, nel suo editoriale, fa accenno alla presenza in Svizzera della mocro-mafia con base nei Paesi Bassi. Cos’è e come agisce da noi?

“Non è una struttura unica ma parliamo di diverse reti. È attiva soprattutto in Belgio e nei Paesi Bassi. Ed è uno dei gruppi criminali che si caratterizzano per la loro flessibilità, per il loro opportunismo e anche per il fatto che sono multi-criminali, compiono cioè diversi tipi di reati. Possono essere il riciclaggio di denaro, la produzione e il traffico di droga ma anche, ed è ciò che riguarda la Svizzera, ad esempio, gli attacchi ai bancomat. Hanno quindi anche una dimensione transnazionale”.

Significa che rispetto ad altre organizzazioni criminali questa è polivalente o più polivalente?

“Non direi che è ciò che caratterizza unicamente la mocro-mafia; anche altri tipi di organizzazioni criminali lo sono. E poi questo definisce in realtà la criminalità organizzata in generale. Alcuni gruppi sono peraltro conosciuti per essere particolarmente violenti e anche questo è abbastanza tipico della mocro-mafia. Il nome, infine, deriva dall’origine marocchina di molte persone che ne facevano parte. Oggi in realtà è diventata una rete multietnica”.

Le sfide per il 2026

Quali sono le principali sfide che attendono fedpol per questo 2026 o che si sono già manifestate?

“La lotta alla criminalità organizzata, implementando il nuovo piano nazionale con tutti i nostri partner, sarà una priorità come per il 2025. E non parliamo solo della mafia italiana, fenomeno che sappiamo radicato da tempo in Svizzera, ma anche di altri tipi di criminalità come appunto la mocro-mafia, le organizzazioni albanesi o ancora alcune bande francesi (lo abbiamo visto di recente col furto di diverse auto di lusso). Gran parte del 2026 è e sarà dunque dedicato all’applicazione della nuova strategia, che comprenderà più in là anche alcuni adattamenti legislativi”.

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