Un numero gratuito, confidenziale e soprattutto anonimo. Attivo da oggi in tutta la Svizzera, il 142 è un numero telefonico in più per un aiuto che deve essere senza ostacoli né tentennamenti. Non si tratta però, come spiega ai microfoni del Radiogiornale Cristiana Finzi, delegata per l’aiuto delle vittime di reati, di un numero di emergenza. In caso di pericolo imminente i numeri di riferimento restano quelli della polizia (117) o dell’ambulanza (144).
“Il numero 142 - ha sottolineato Finzi - è un numero d’ascolto per le vittime di violenza che sarà attivo in tutta la Svizzera 24 ore su 24. Dunque, chi chiama questo numero nel fuoriorario riceve una consulenza di base rispetto alla problematica della violenza e può, se lo richiede, essere collegato al servizio specialistico del servizio per l’aiuto alle vittime. È inoltre un servizio che garantisce anonimato e confidenzialità. Una persona può narrare, raccontare le proprie preoccupazioni, le proprie difficoltà rispetto al tema della violenza”.
Il 142 non sostituisce quindi qualcosa di esistente, ma si integra con gli altri servizi di ascolto e di aiuto. Il progetto, ricordiamo, ha la sua origine nell’aprile 2018, quando la Svizzera ha ratificato la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e in generale contro la violenza domestica.
Ma il servizio 142 non è pensato solo per le vittime di violenza domestica. Si possono intercettare diversi tipi di violenza, che sia fisica, psicologica o sessuale, in un luogo privato o pubblico. Sono tre i livelli di risposta forniti dagli operatori: un intervento di crisi, una consulenza di base oppure un triage con la persona che viene reindirizzata ad altri servizi competenti. Il 142, è stato sottolineato durante la presentazione tenutasi alla Centrale comune d’allarme (CECAL) a Bellinzona, è un’ulteriore soglia aperta, uno strumento pensato per esserci nel momento in cui serve davvero.










