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Amazon, Zalando e Temu dovranno presto avere un contatto in Svizzera

Il Consiglio nazionale vuole obbligare le piattaforme straniere a designare un rappresentante nella Confederazione per facilitare i ricorsi dei consumatori

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Il centro pacchi de La Posta di Daillens, Vaud

Il centro pacchi de La Posta di Daillens, Vaud

  • Immagine d'archivio Keystone
Di: Gabriela Cabré (RTS), servizio originale - Redazione RSI Info, adattamento in italiano

Il Consiglio nazionale vuole costringere le piattaforme straniere come Amazon, Zalando o Temu a designare un rappresentante in Svizzera. L’obiettivo è duplice: facilitare i ricorsi dei consumatori in caso di controversia e garantire parità di trattamento con i negozi locali.

La mozione adottata la settimana scorsa dalla Camera del popolo persegue due scopi principali. Innanzitutto, permettere alle consumatrici e ai consumatori di sapere a chi rivolgersi in caso di problema. Un pacco difettoso, una fattura errata: situazioni in cui oggi è difficile, se non impossibile, contattare un dipendente per ottenere spiegazioni.

Inoltre, un rappresentante legale sul posto faciliterebbe anche il lavoro delle autorità. Queste potrebbero così identificare rapidamente un interlocutore se le aziende violano le norme in vigore.

Una questione di parità di trattamento

Per Sophie Michaud-Gigon, consigliera nazionale dei Verdi e segretaria generale della Federazione romanda dei consumatori, questa misura risponde anche a un’esigenza di equità. “La richiesta è che le aziende straniere che vendono e che approfittano del mercato svizzero abbiano gli stessi obblighi degli attori locali”, spiega ai colleghi di RTS.

La Matinale di RTS del 04.05.2026

Questa parità di trattamento permetterebbe di evitare distorsioni della concorrenza. I negozi svizzeri sarebbero così posti sullo stesso piano dei giganti dell’e-commerce internazionale.

Il Consiglio federale esprime riserve

Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati. Resta da vedere se la Camera alta seguirà il parere del Consiglio nazionale o quello del governo. Il Consiglio federale si oppone infatti a questo testo. Secondo il governo, nulla garantisce che la presenza di un rappresentante legale cambi realmente le cose nella pratica.

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