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Trump-Xi, il destino di Taiwan è il terzo incomodo

La Cina ha srotolato il tappeto rosso per il presidente statunitense, ma Pechino ha ribadito le sue mire su quella che considera una provincia ribelle - Taipei trema e ribadisce di avere il sostegno di Washington

  • Oggi, 09:02
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L’accoglienza in pompa magna di Trump a Pechino

RSI Info 14.05.2026, 09:12

Di: AFP/ATS/DPA/EnCa 

Il presidente Xi Jinping ha avvertito giovedì il suo omologo Donald Trump che la Cina e gli Stati Uniti potrebbero entrare in “conflitto” se Washington gestisse male la questione di Taiwan, fin dai primi momenti di un vertice in cui l’isola è stata annunciata come uno dei temi chiave.

Xi ha accolto Trump in pompa magna giovedì mattina, prima di entrare con lui nel vivo delle numerose questioni di disaccordo, con le loro ripercussioni globali, dal commercio all’Iran, e quindi a Taiwan.

Prima dell’inizio dei colloqui, Trump ha fatto sfoggio davanti alle telecamere di dichiarazioni concilianti, promettendo un “futuro favoloso” alle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Ma le parole di Xi riportate dalla televisione di Stato contrastano con questo tono: “La questione di Taiwan è la più importante nelle relazioni sino-americane. Se gestita bene, le relazioni tra i due Paesi (Cina e Stati Uniti) potranno rimanere globalmente stabili. Se gestita male, i due Stati entreranno in attrito, o addirittura in conflitto”, ha dichiarato Xi, utilizzando un termine in mandarino che non implica necessariamente un conflitto militare.

La questione taiwanese aspetto cardine dell’incontro

La Cina considera Taiwan una delle sue province, che non è riuscita a unificare con il resto del suo territorio dalla fine della guerra civile cinese nel 1949. Si dichiara favorevole a una soluzione pacifica, ma si riserva la possibilità di ricorrere alla forza. È contraria a qualsiasi azione che, a suo avviso, possa ostacolare una “riunificazione” che considera non negoziabile e inevitabile, e si oppone alle forniture di armi da parte degli Stati Uniti. La politica statunitense su Taiwan si basa su un forte sostegno militare all’isola, senza un riconoscimento a pieno titolo, né un sostegno aperto alle aspirazioni indipendentiste.

“La parte americana ha ribadito più volte il suo chiaro e fermo sostegno a Taiwan”, ha dichiarato dopo l’incontro la portavoce del governo taiwanese, Michelle Lee. La questione di Taiwan è uno dei tanti temi di tensione che abbondano all’apertura del vertice: relazioni commerciali, guerra con l’Iran, accesso alle terre rare e ai semiconduttori, intelligenza artificiale... tutte controversie con ripercussioni internazionali.

Al di là del carattere eccezionale della visita, la prima di un presidente americano dopo quella che lo stesso Trump aveva effettuato nel 2017, il vertice è ampiamente presentato come l’occasione per entrambe le parti di mantenere una certa stabilità tra le due principali potenze economiche mondiali e di non inasprire le crisi esistenti.

Donald Trump a Pechino ha sentito Xi Jinping confermare le mire del governo cinese su Taiwan

Donald Trump a Pechino ha sentito Xi Jinping confermare le mire del governo cinese su Taiwan

Trump onorato di essere al fianco dell’omologo cinese

Xi ha steso il tappeto rosso a Donald Trump al suo arrivo al monumentale Palazzo del Popolo, sede del potere situata nel cuore della capitale, adiacente all’immensa piazza Tiananmen addobbata con i colori cinesi e americani. Dopo aver passato in rassegna una guardia d’onore al suono di una salva di cannoni e aver salutato una folla di bambini che portavano fiori e sventolavano le bandiere dei due Paesi al grido di “benvenuti, benvenuti, un caloroso benvenuto!”, Xi e Trump sono passati rapidamente alle questioni spinose.

Prima che le porte si chiudessero ai giornalisti, Trump, che crede fermamente nelle relazioni personali tra potenti e afferma la sua vicinanza a Xi, ha proclamato il suo “onore di essere al suo fianco” e “l’onore di essere suo amico”. “Le relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti saranno migliori che mai”, ha detto. “Avremo insieme un futuro favoloso”, ha aggiunto. “Ho un grande rispetto per la Cina, per il lavoro che avete compiuto. Lei è un grande leader, lo dico a tutti”, ha affermato.

Trump non ha menzionato specificamente nessuna delle controversie del momento, concentrandosi sugli affari che spera di vedere realizzati dai numerosi imprenditori che lo hanno accompagnato. In cima alla lista dei desideri di Washington figurano accordi nel settore agricolo, ad esempio, e forse la conferma di un massiccio ordine di aerei alla Boeing.

Xi Jinping però si è astenuto dalle effusioni personali a cui non è solito in pubblico, mentre Donald Trump aveva affermato a metà aprile che il presidente cinese gli avrebbe dato un “grande abbraccio” a Pechino.

Washington spera in consistenti investimenti cinesi negli USA

L’inquilino della Casa Bianca spera anche nella promessa di investimenti cinesi negli Stati Uniti. Da parte sua, Pechino ha insistito, in vista del vertice, sulla sua ricerca di “stabilità”. Nel 2025 le due superpotenze si sono scontrate in una feroce guerra commerciale dalle ripercussioni globali, caratterizzata da dazi doganali esorbitanti e numerose restrizioni, subito dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

Secondo il governo americano il presidente USA intenderebbe esercitare pressioni affinché la Cina, partner strategico ed economico fondamentale dell’Iran – di cui è il principale Paese importatore del suo petrolio – utilizzi la propria influenza per trovare una via d’uscita dalla crisi nel Golfo.

Al termine dei colloqui di giovedì i due uomini hanno visitato il Tempio del Cielo, luogo storico, emblematico e turistico di Pechino. Il sito è iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.

Casa Bianca evoca l’esigenza di tenere aperto lo Stretto di Hormuz ma tace su Taiwan

Gli Stati Uniti e la Cina “hanno convenuto che l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari”. Lo afferma la Casa Bianca nel resoconto dell’incontro tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, secondo quanto riportato dal “Guardian”. Washington e Pechino concordano inoltre sul fatto che lo Stretto di Hormuz “deve rimanere aperto”, precisa la Casa Bianca, che definisce “buono” l’incontro tra il presidente americano e il suo omologo cinese.

Il resoconto di Washington sul vertice tra Trump e Xi fa riferimento alla guerra con l’Iran e allo Stretto di Hormuz, ma non menziona Taiwan, nonostante la questione sia stata ampiamente trattata nella dichiarazione del governo cinese sui colloqui.

“Il presidente Trump ha avuto un incontro positivo con il presidente cinese Xi - scrive la Casa Bianca -. Le due parti hanno discusso di come rafforzare la cooperazione economica tra i due Stati, tra cui l’ampliamento dell’accesso al mercato cinese per le imprese americane e l’aumento degli investimenti cinesi nelle nostre industrie. I vertici di molte delle più grandi aziende statunitensi hanno partecipato a una parte dell’incontro”, recita la dichiarazione.

“Le due parti hanno concordato sulla necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto per garantire il libero flusso energetico. Il presidente Xi ha inoltre ribadito l’opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di imporre un pedaggio per il suo utilizzo, esprimendo interesse ad acquistare maggiori quantità di petrolio USA per ridurre la dipendenza della Cina dallo Stretto in futuro. Entrambi i Paesi hanno convenuto che l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari”, rimarca il testo.

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Cerimonia di benvenuto per Trump a Pechino

Telegiornale 13.05.2026, 20:00

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