Ambiente

Processionaria della quercia: il bruco urticante che avanza in Svizzera

Segnalazioni in aumento e primi focolai estesi nella Svizzera orientale. Ecco come riconoscere questa processionaria, quali rischi comporta e perché in Ticino non c’è allarme

  • Un'ora fa
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  • IMAGO / Nikito
Di: Il giardino di Albert / Davide Conconi 

Piccola, discreta e spesso invisibile dall’alto delle chiome, la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea, L.) è un lepidottero, amante del caldo, autoctono europeo, le cui larve vivono in gruppi numerosi e si spostano in caratteristiche file ordinate che ricordano una processione. Si nutrono principalmente delle foglie delle querce e compiono il loro sviluppo tra la primavera e l’inizio dell’estate. Le larve più mature costruiscono grandi nidi sericei sul tronco e sui rami principali, dai quali escono di notte per alimentarsi. Tutte caratteristiche simili a quelle della “cugina” processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa, Denis & Schiffermüller) che, però, forma i nidi a batuffolo sulle estremità dei rami e si nutre solo di alcune specie di conifere.

Nido sericeo di processionaria della quercia, ubicato sul tronco principale dell'albero

Nido sericeo di processionaria della quercia, ubicato sul tronco principale dell'albero

  • IMAGO / Robert Poorten

In Svizzera era presente storicamente soprattutto nella regione del Lemano, in Vallese e sul versante sud delle Alpi. Negli ultimi decenni, tuttavia, la sua presenza è stata segnalata sempre più frequentemente anche nelle regioni settentrionali del Paese. 

Distribuzione ed espansione territoriale

I manuali di entomologia applicata ci indicano che questa specie di insetto è soggetta a picchi di pullulazione che si susseguono ogni 3-5 anni, a dipendenza della pressione degli antagonisti e della variabilità fenologica della pianta ospite. Tuttavia, il 2026 è stato contraddistinto da un numero insolitamente elevato di segnalazioni. Secondo il WSL, per la prima volta è stata osservata un’infestazione estesa su diversi ettari in una querceta della Svizzera orientale, nel Canton Sciaffusa. Fino a oggi, la maggior parte delle infestazioni riguardava invece singoli alberi o piccoli gruppi di querce in aree urbane o ai margini del bosco.

L’aumento della frequenza e dell’intensità delle infestazioni viene spesso associato all’innalzamento delle temperature. Anche Adrian Oncelli, capo dell’Ufficio per la pianificazione, la selvicoltura e la protezione del bosco del Canton Ticino, intervistato dalla collega Elisa Fraccaroli, osserva che «già dall’inizio degli anni 2000 si nota questo aumento, probabilmente favorito dall’incremento delle temperature e dal cambiamento climatico, che ne agevolano lo sviluppo».

In Ticino, però, la situazione appare diversa. «Un aumento significativo non l’abbiamo riscontrato», spiega Oncelli. «Le segnalazioni sono comunque poche: si tratta di una decina di casi negli ultimi anni. I dati sono ancora troppo limitati per trarre delle conclusioni».

Distribuzione in Svizzera della processionaria della quercia: in giallo i dati raccolti prima del 2000, in rosso quelli registrati dopo il 2000

Distribuzione in Svizzera della processionaria della quercia: in giallo i dati raccolti prima del 2000, in rosso quelli registrati dopo il 2000

  • © info fauna - CCO/KOF, swisstopo

Come si presenta e quali danni arreca

La presenza della processionaria della quercia può essere individuata grazie ai grandi nidi biancastri di seta, talvolta lunghi fino a un metro, aderenti al tronco o ai rami principali. Le larve sono facilmente riconoscibili per il corpo scuro ricoperto di peli e per l’abitudine di spostarsi in processione. 

Bruchi di processionaria della quercia in movimento

Bruchi di processionaria della quercia in movimento

  • IMAGO / Dreamstime

Quando le popolazioni diventano molto numerose, i bruchi possono arrivare a defogliare completamente le querce. Gli alberi, tuttavia, sono generalmente in grado di produrre foglie nuove nello stesso anno. Solo infestazioni ripetute per più stagioni consecutive possono indebolire sensibilmente le piante e renderle più vulnerabili ad altri stress, come siccità e parassiti secondari.

Nel contesto ticinese, Oncelli sottolinea che questi bruchi «non sono particolarmente dannosi per i boschi».

I pericoli per l’uomo

L’aspetto più delicato riguarda la salute. A partire dai primi stadi di sviluppo avanzati, le larve producono migliaia di microscopici peli urticanti contenenti una proteina tossica chiamata taumetopoeina. Questi peli possono disperdersi nell’aria e provocare reazioni allergiche anche senza un contatto diretto con il bruco. 

I peli urticanti mantengono il loro potere allergenico anche per decenni dopo la morte del bruco

I peli urticanti mantengono il loro potere allergenico anche per decenni dopo la morte del bruco

  • IMAGO / Ritzau Scanpix

I sintomi più comuni comprendono arrossamenti cutanei, prurito, irritazioni agli occhi e alle vie respiratorie. In casi rari possono verificarsi reazioni allergiche gravi. Il rischio non riguarda soltanto le persone, ma anche gli animali domestici, in particolare i cani. Inoltre, i peli urticanti possono rimanere attivi per anni, addirittura decenni, nei vecchi nidi e nella vegetazione circostante. 

Cosa fare?

La raccomandazione principale è evitare il contatto. «Bisogna prestare attenzione, non avvicinarsi e non sostare sotto le piante infestate», ricorda Adrian Oncelli. «Gli animali vanno tenuti al guinzaglio e ai bambini è utile spiegare di non toccare i bruchi con peli lunghi».

In presenza di nidi sospetti, nel caso di insediamenti urbani o periurbani, è opportuno segnalarli alle autorità comunali. Invece, se la processionaria della quercia viene avvistata in bosco, è utile notificare la sua presenza ai servizi forestali cantonali, evitando qualsiasi intervento fai-da-te.

L’eccezionale numero di segnalazioni registrato quest’anno in alcune regioni della Svizzera merita attenzione e monitoraggio. Tuttavia, il quadro ticinese resta rassicurante. Le segnalazioni sono poche, non si osserva una crescita significativa della specie e gli impatti sui boschi risultano limitati. Imparando a osservare la natura con più attenzione e con un po’ di prudenza è possibile continuare a frequentare boschi e spazi verdi in tutta tranquillità, senza inutili allarmismi. 

L'adulto della processionaria della quercia è un'innocua piccola falena

L'adulto della processionaria della quercia è un'innocua piccola falena

  • IMAGO / blickwinkel

L’articolo è collegato alla notizia diffusa nel Radiogiornale delle 12:30 (RSI Rete Uno) dell’8 luglio 2026 (alle 12:50 circa).

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