Svizzera

Ecco come combattere la “pandemia silenziosa”

I batteri sono sempre più resistenti agli antibiotici, ma lo sviluppo di quelli nuovi non è considerato redditizio - I governi pensano a come affrontare la situazione, anche in Svizzera dove si propone un pagamento forfettario all’industria farmaceutica

  • Un'ora fa
Si pensa a un incentivo per lo sviluppo di nuovi antibiotici
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SEIDISERA del 12.07.2026: Il servizio di Alessio Veronelli sugli antibiotici e la “pandemia silenziosa”

RSI Info 12.07.2026, 18:00

  • Immagine d'archivio Imago
Di: Radiogiornale - Alessio Veronelli / Pa.St. 

I batteri sono sempre più resistenti ai classici antibiotici. E lo sviluppo di quelli nuovi non riesce a stare al passo, anche a causa di un insufficiente interesse economico da parte dei produttori.

Le infezioni resistenti agli antibiotici sono definite come una “pandemia silenziosa”, che diversi governi - fra cui quello svizzero - stanno affrontando con l’elaborazione di nuovi modelli di incentivi per l’industria farmaceutica. L’obiettivo è che i produttori non tralascino lo sviluppo medico, poiché non redditizio.

Il modello pensato dalla Confederazione, che è simile a quello britannico, prevede una sorta di abbonamento con pagamento forfettario all’industria, indipendentemente dalla quantità venduta: si paga un prezzo, poi viene usata la quantità necessaria.

Ogni anno 1,3 milioni di morti

“I nuovi antibiotici sono pensati per infezioni gravi, ma con un limitato impatto numerico. Vengono dunque impiegati poco - spiega alla RSI Simon Gottwalt, responsabile della resistenza agli antibiotici nell’uomo in seno all’Ufficio federale della sanità pubblica - per questo rendono poco alle aziende farmaceutiche”.

L’esperto sottolinea, però, che ogni anno si registrano circa 1,3 milioni di morti a causa della resistenza agli antibiotici, un numero superiore a quello dei decessi causati da HIV e malaria insieme. È dunque una “pandemia silenziosa”: i vecchi antibiotici vengono aggirati dai batteri, mentre quelli nuovi devono essere utilizzati con parsimonia perché restino efficaci a lungo.

La proposta della Confederazione

Molte aziende farmaceutiche, ma non tutte, hanno allora abbandonato lo sviluppo e la produzione di questi farmaci. Per una questione di salute pubblica c’è pertanto l’intenzione dello Stato, appunto, di intervenire. “Le aziende - spiega Gottwalt - continuerebbero a generare profitti, ricevendo un pagamento forfettario stabilito per costo e durata, indipendentemente dalla quantità venduta.”. Questo perché pagare la somministrazione di antibiotici in base al numero di interventi, ovvero di trattamenti, scoraggia le aziende produttrici.

Il governo elvetico ha proposto già la scorsa estate una revisione della legge sulle epidemie che include due nuove misure volte ad affrontare il problema degli antibiotici. Da un lato intende sostenere finanziariamente la ricerca internazionale, dall’altro prevede di compensare i produttori di nuovi antibiotici in Svizzera attraverso, appunto, questo modello di abbonamento. I dettagli sono al vaglio del Parlamento.

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Antibiotici: l’uso corretto ne preserva l’effetto!

La consulenza 26.01.2024, 12:50

  • iStock
  • Carlotta Moccetti
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