Gli Stati membri della Corte penale internazionale (CPI) hanno destituito il procuratore capo Karim Khan, accusato di molestie e condotte sessuali inappropriate nei confronti di una collaboratrice. Lo riferiscono fonti diplomatiche. La rimozione è stata approvata con 82 voti favorevoli sui 125 Paesi membri della CPI, ben oltre la maggioranza assoluta di 63 voti necessaria. La votazione si è svolta a scrutinio segreto durante una sessione speciale dell’Assemblea degli Stati parte, riunita nella sede delle Nazioni Unite a New York.
Khan, giurista britannico di 56 anni, respinge le accuse e la regolarità del procedimento, sostenendo che le contestazioni non siano supportate da prove sufficienti. Era già stato sospeso dalle sue funzioni a giugno, dopo essersi temporaneamente fatto da parte nel maggio del 2025.
Secondo documenti citati nei giorni scorsi dalle agenzie di stampa Reuters e Associated Press, l’organismo direttivo della Corte aveva raccomandato la destituzione dopo aver riscontrato una grave violazione dei doveri d’ufficio e presunti tentativi di ostacolare la denuncia della collaboratrice. Khan nega ogni illecito. La CPI dovrà ora avviare la procedura per scegliere un nuovo procuratore. La destituzione non incide sui mandati d’arresto già emessi dalla Corte, che possono essere revocati soltanto dai giudici.

L'Assemblea degli Stati facenti parte della Corte Penale Internazionale (CPI) durante la sessione speciale che ha portato alla rimozione del Procuratore della CPI Karim Ahmad Khan
I mandati contro Netanyahu e Gallant
Khan era diventato una figura di primo piano sulla scena internazionale nel maggio 2024, quando aveva chiesto alla Corte penale internazionale mandati d’arresto non soltanto contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Yoav Gallant, ma anche contro tre leader di Hamas: Yahya Sinwar, Ismail Haniyeh e Mohammed Deif.

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Notiziario 24.07.2026, 21:00
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