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La montagna ammalata di Cesare Lucchini

La mostra al Museo Engadinese di Sankt Moritz trasforma la montagna ferita in una metafora della fragilità ambientale e della condizione umana contemporanea

  • 2 ore fa
“La montagna ammalata” 134 x 145.5 cm olio su tela – 2025

“La montagna ammalata” 134 x 145.5 cm olio su tela – 2025

  • Cesare Lucchini
Di: Alphaville/gapo 

Le montagne continuano a occupare un posto centrale nell’immaginario artistico svizzero. Simbolo di forza, bellezza e identità, oggi appaiono però attraversate da una nuova fragilità, resa evidente dalla trasformazione del paesaggio alpino e dalla progressiva sofferenza dei ghiacciai. È da questa consapevolezza che nasce La montagna ammalata, la mostra dedicata alle opere più recenti del pittore ticinese Cesare Lucchini che apre al Museo Engadinese di Sankt Moritz.

L’esposizione riunisce ventidue tele realizzate tra il 2022 e oggi, alcune concluse negli ultimi mesi. Come spiegano l’artista e la direttrice del museo Allegra Giorgi, il progetto è il risultato di un dialogo tra la ricerca pittorica di Lucchini e il contesto engadinese, un territorio nel quale i segni del cambiamento ambientale sono sempre più visibili.

Per Lucchini, ospite ad Alphaville, la montagna non è soltanto un soggetto paesaggistico. Diventa piuttosto una metafora della condizione contemporanea, un’immagine attraverso cui interrogare il rapporto tra essere umano, ambiente e responsabilità collettiva. Le sue montagne sono ferite, segnate da lacerazioni che alludono alla vulnerabilità del presente e alle conseguenze delle scelte umane. L’artista osserva come oggi ci si confronti con una situazione di grande precarietà, resa evidente anche dai ghiacciai in ritirata dell’Engadina, e affida alla pittura il compito di tradurre questa inquietudine.

“La montagna ammalata” 135 x 184 cm olio su tela – 2025

“La montagna ammalata” 135 x 184 cm olio su tela – 2025

  • Cesare Lucchini

Nelle opere esposte il riferimento all’intervento umano non viene tuttavia rappresentato in maniera esplicita. Lucchini rivendica una concezione della pittura lontana dalla descrizione e dall’illustrazione. A suo avviso il quadro non deve raccontare i fatti né riprodurre la realtà, ma suggerire emozioni e stati d’animo attraverso colore, luce, segno e materia. Lo spettatore è così chiamato a entrare progressivamente nell’opera, lasciandosi guidare da indizi visivi che evocano una presenza più che mostrarla.

La mostra instaura inoltre un dialogo con gli spazi storici del Museo Engadinese. Allegra Giorgi sottolinea come la scelta curatoriale punti a mettere in relazione una riflessione profondamente contemporanea con ambienti che testimoniano la memoria culturale della regione. Le tele di Lucchini sono collocate nei salotti storici del museo, creando un confronto tra tempi diversi e tra differenti modi di guardare il paesaggio.

L’esposizione assume un significato particolare anche perché coincide con i 120 anni dell’istituzione. Il Museo Engadinese, inaugurato nel 1906, celebra infatti il proprio anniversario aprendo una nuova mostra e valorizzando uno degli spazi espositivi storici dell’edificio, considerato tra i primi luoghi dedicati all’arte in Engadina.

“La montagna ammalata” 158 x 114.5 cm olio su tela – 2026

“La montagna ammalata” 158 x 114.5 cm olio su tela – 2026

  • Cesare Lucchini

Nel confronto con la tradizione artistica alpina emerge inevitabilmente anche il riferimento a Giovanni Segantini. Se nell’epoca del pittore divisionista la montagna poteva ancora apparire come uno spazio incontaminato e protettivo, secondo Lucchini oggi quella visione idilliaca risulta problematica. La perdita di equilibrio tra uomo e natura introduce infatti interrogativi che attraversano il suo lavoro e trasformano il paesaggio in uno specchio delle inquietudini del presente.

La montagna ammalata si configura così come un percorso che unisce pittura e riflessione. Attraverso grandi tele e opere su carta, Lucchini invita a osservare il territorio alpino non come scenario immutabile, ma come organismo fragile e vulnerabile. Una condizione che, nelle sue opere, finisce per riflettere anche quella dell’essere umano contemporaneo.

12:02
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Cesare Lucchini e la montagna ammalata

Alphaville 14.07.2026, 11:05

  • Ti-Press
  • Omar Teoldi e Barbara Camplani
Alphaville

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