Arte e Spettacoli

L’arte presente in Ticino si riscopre

La Pinacoteca riunisce capolavori presenti sul territorio ticinese, svelando un patrimonio frammentato. La mostra anticipa la futura Pinacoteca del 2030, promuovendo un sistema museale integrato

  • Oggi, 10:00
Joos de Momper, Paesaggio con viandanti, 1600-1630 ca.

Joos de Momper, Paesaggio con viandanti, 1600-1630 ca.

  • Cantone Ticino. Fondazione Monte Verità. Donazione Eduard von der Heydt

Il Canton Ticino, spesso percepito come un piccolo territorio, rivela una sorprendente ricchezza artistica che merita di essere esplorata e valorizzata. L’iniziativa della Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di riunire le opere più significative dei musei ticinesi, dal XIV al XIX secolo, in un’unica esposizione, rappresenta un passo fondamentale per offrire al pubblico una visione d’insieme di questo patrimonio. Intervistato da Marco Pagani in Alphaville, il direttore Elio Schettini sottolinea che l’obiettivo è stato quello di «riunire le opere delle collezioni che sono distribuite in maniera diseguale sul territorio e di cui è difficile avere una visione d’insieme». Questa frammentazione, infatti, ha spesso impedito di apprezzare appieno l’importanza e la densità di artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte, non solo ticinese ma anche europea.

La mostra, intitolata Arte dal XIV al XIX secolo nelle collezioni pubbliche ticinesi, visitabile fino al 23 agosto 2026, non è solo un’esposizione, ma un vero e proprio progetto di ricognizione e valorizzazione. Essa si ricollega al processo di ristrutturazione e ampliamento della Pinacoteca, che si concluderà nel 2030, e funge da «passo iniziale per cercare di immaginare quello che può diventare la Pinacoteca del futuro». Questo approccio dimostra una chiara volontà di ripensare il ruolo dei musei ticinesi, promuovendo una maggiore collaborazione e un sistema museale più integrato.

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Come riunire tutti i musei in uno?

Alphaville 23.03.2026, 11:05

  • Ti-Press
  • Marco Pagani

Il percorso espositivo è un viaggio cronologico che parte dal tardo gotico e arriva fino all’Ottocento, mettendo in luce la straordinaria storia delle maestranze ticinesi. Artisti come Bernardino Luini e Carlo Maderno, con le loro opere, raccontano di come i talenti ticinesi si siano spinti ben oltre i confini cantonali, contribuendo alla ricchezza artistica e architettonica di molte città europee. La presenza di una sala dedicata a Pierfrancesco Moro e Giovanni Serodine, due grandi rappresentanti della pittura europea del Seicento, evidenzia la qualità e l’importanza delle opere conservate nelle collezioni ticinesi, tanto da non «far invidia ai principali musei europei».

Un elemento di particolare interesse è l’acquisizione di un’opera del Maestro della Tela Jeans, intitolata “Madre mendicante con due bambini”. Questo dipinto, donato dalla Fondazione Dottor Josef Schultz, non solo arricchisce le collezioni della Pinacoteca, ma offre anche uno spunto di riflessione sulla storia della moda e del costume, legando il nome «jeans» alle sue antiche origini genovesi. Ma al di là della curiosità etimologica, l’opera è significativa per la sua rappresentazione della povertà, che anticipa la pittura della realtà lombarda del Settecento. Come spiega Schettini, in questo dipinto «abbiamo la rappresentazione della povertà dove c’è il senso di un’empatia, di una dignità di questi personaggi rappresentati», un approccio che si discosta dalle rappresentazioni caricaturali del passato.

La mostra è solo un capitolo di un progetto più ampio. In futuro, si prevede di dedicare un secondo capitolo alle opere d’arte antica conservate nelle collezioni private, ampliando ulteriormente la conoscenza del patrimonio artistico ticinese. Inoltre, l’autunno vedrà una grande mostra monografica dedicata a Giuseppe Antonio Petrini, un altro artista ticinese di spicco, con opere provenienti anche da importanti musei europei, tra cui il Louvre.

In un’epoca in cui la cultura e l’arte sono sempre più riconosciute come motori di sviluppo e identità, l’iniziativa della Pinacoteca rappresenta un esempio virtuoso di come un territorio possa valorizzare il proprio patrimonio, promuovendo la collaborazione tra le istituzioni e offrendo al pubblico un’esperienza arricchente e stimolante.

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