Serie TV e letteratura

È inutile odiare Il cavaliere dei Sette Regni

“A Knight of the Seven Kingdoms” al debutto su HBO Max (a sua volta appena arrivata in Svizzera): i fan di George R. R. Martin hanno già pronti i forconi. Però, la serie sicuramente sarà meglio di tutto il fantasy che c’era in TV prima del Trono di spade...

  • Oggi, 10:00
Cavaliere dei 7 regni.jpg
  • IMAGO / Cinema Publishers Collection
Di: Vanni Santoni 

Cosa dobbiamo aspettarci dal Cavaliere dei Sette Regni, nuova serie HBO tratta dalle opere di G.R.R. Martin, nonché ulteriore spin-off del Trono di spade? A giudicare dai commenti che si leggono sotto interviste e teaser, soprattutto che G.R.R. Martin non finisca la saga principale.
Si sta ripetendo quello che già accadde con House of the Dragon, solo che quella che prima era rabbia adesso si sta trasformando in rassegnazione, e quello che prima era un sospetto speranzoso – “la sta tirando per le lunghe con nuovi progetti perché vuole prendere tempo per scrivere il finale perfetto per la sua opera principale!” – si è tramutato in uno dolente: “la sta tirando per le lunghe con nuovi progetti perché non ha la più pallida idea di come tirare le fila della narrazione…” (corollario: “… e il fatto che la serie principale sia andata per la sua strada, scrivendo il proprio finale, gli ha incasinato la testa ulteriormente”).

Non sarà facile per nessuno guardare Il cavaliere dei sette regni con serenità, perché in fondo, qualunque cosa verrà a mostrarci, sarà dura non sognare di incatenare Martin in un dungeon e costringerlo a finire la saga. Per riuscirci, sarà necessario dimenticare che si tratta di uno spin-off del Trono di spade (o al massimo pensarla come uno spin-off della serie televisiva, che la sua conclusione l’ha raggiunta), e approcciarvisi con serenità: a quel punto ci ricorderemo che Il cavaliere dei Sette Regni, in patria noto anche come Storie di Dunk ed Egg, altro non è che l’onesto (si spera) adattamento di un trittico di novelle cavalleresche scritto dal nostro per tre antologie collettanee uscite rispettivamente nel 1998, 2003 e 2010, dichiaratamente stimolato dall’osservazione di un critico che si era lamentato di quanto i fantasy, compresi i suoi, fossero sempre incentrati sulla nobiltà, e mai sulla gente comune.

Cavaliere dei 7 regni_2.jpg
  • IMAGO / Cinema Publishers Collection

Ambientate poco meno di un secolo prima degli eventi della saga principale, raccontano le avventure, appunto, di Dunk ed Egg ovvero il futuro comandante della guardia reale Targaryen, Ser Duncan l’Alto, e del suo scudiero (che diverrà poi il futuro re Aegon V Targaryen, ma questa è un’altra storia). Sono storielle quasi picaresche, dal taglio più leggero rispetto al Trono di spade, tra tornei e vagabondaggi, problemi coi villici ed eventi che girano attorno a questioni mondane come la costruzione di una diga, e certo esprimono un mood differente rispetto a quello che normalmente evoca il nome della casa Targaryen – a volte c’è persino dell’umorismo.

Quel che è certo, infatti, è che Martin, con questi due personaggi più scanzonati, che si muovono a loro volta in un ambiente ben più sereno del mondo in crisi della saga primaria, si divertiva e si diverte, tant’è che ha dichiarato di avere in mente almeno un altro paio di storie; tuttavia, per ben tre volte, nel 2014, nel 2023 e ancora nel 2025, ha ribadito che non avrebbe scritto altre novelle con protagonisti Dunk ed Egg finché non sarebbe uscito The Winds of Winter, il lungamente atteso penultimo romanzo della serie. E se non è questo un modo per difendersi dalle orde di fan pronti ad assediarlo con torce e forconi…

24:52
immagine

La settima arte a casa tua

Indovina chi viene al cinema 17.01.2026, 12:45

  • iStock
  • Moira Bubola e Alessandro Bertoglio

Ma spegniamo per un attimo le torce e rimettiamo i forconi nel fienile, e proviamo a dar fiducia a questa serie: certo, non è facile, e chi ha già letto le novelle potrebbe essere anche più preoccupato, visto che sono per lo più costruite attorno alle ponderazioni di Dunk, cosa che rende difficile immaginare adattamenti che non le stirino o si avvalgano di “filler” (e allora nell’appassionato di fantasy subentrerà un’altra paura, quella di trovarsi davanti un allungamento del brodo in stile trilogia dello Hobbit), ma proviamo a ricordare a cosa assomigliava il mondo prima della serie tratta – appunto – dal Trono di spade.
Era un mondo in cui gli appassionati di fantasy che volessero vederne un po’ su schermo erano costretti ad aggrapparsi a tre feticci, di cui due vecchi di decenni – Conan il barbaro, Excalibur e la trilogia del Signore degli anelli – e se volevano che sullo schermo ci fosse una serie televisiva, dovevano guardare… be’, Xena. Ora, peggio di Xena, Il cavaliere dei Sette Regni non sarà, quantomeno per il materiale di partenza: mettiamola così e aspettiamo questo benedetto The Winds of Winter.

Correlati

Ti potrebbe interessare