Il film che ha aperto la 82ª Mostra del Cinema di Venezia è un’opera che si muove tra il rigore istituzionale e il rovello interiore. Il protagonista, interpretato da Toni Servillo, è un Presidente della Repubblica che non urla, non si esibisce.
Intervistato da Chiara Fanetti, Servillo racconta: «Qualche volta succedeva che io debordassi sul piano sentimentale e Paolo mi correggeva dicendo: “Non dimenticare che comunque è il Presidente della Repubblica, con una cultura politica solida e soprattutto con una sobrietà nel modo di presentarsi”».

“La grazia” secondo Sorrentino e Servillo
RSI Cultura 29.08.2025, 12:28
Sobrietà, eleganza, misura: parole che sembrano fuori moda, ma che il film rimette al centro. «Devo dire che gli inquilini del Quirinale - chiosa Paolo Sorrentino - negli ultimi anni, tranne rare eccezioni, sono sempre stati figure improntate alla sobrietà, all’eleganza, alla cultura, alla riservatezza».
“La grazia” è anche un film sull’amore, ma non quello idealizzato. È l’amore che esaspera, che strazia, che si contamina di gelosia e morbosità. «L’amore del personaggio rispetto alla moglie è molto inquinato dal sentimento della gelosia», spiega Servillo. «Diventa ossessione, diventa morbosità». Servillo lo dice chiaramente: «Il personaggio è straziato dalle sue sofferenze legate all’amore, legate alle difficili decisioni che deve prendere». E il pubblico lo incontra così: solo, in cima ai torrioni del Quirinale, con una sigaretta e un pensiero che non si può dire. «Quando fuma, pensa a sua madre», dice un corazziere alla figlia del Presidente. È una chiave per entrare nel suo rovello, nel suo dolore trattenuto.
Una delle battute più memorabili arriva quando il Presidente sta lasciando il Quirinale: «Non siamo stati bravi, siamo stati eleganti». È una dichiarazione di intenti, ma anche una forma di resistenza. In un tempo in cui la politica si esibisce, “La grazia” rivendica il diritto alla misura.
“La grazia” è un film utile a ricordarci che la sobrietà non è debolezza, che il potere può essere esercitato con misura, e che l’amore non è sempre salvezza.
RG 12.30 del 27.08.2025 Alessandro Bertoglio
RSI Info 27.08.2025, 12:57
Contenuto audio