Cinema

Come il cinema ha raccontato l’estate

Un viaggio tra le pellicole che hanno segnato le nostre vacanze

  • 9 giugno, 07:54
  • CINEMA
quando la moglie è in vacanza.png
Di: Mattia Carzaniga

Forse basterebbe guardare a come il cinema ha raccontato l’estate, per capire l’evoluzione dei nostri costumi, da intendersi in senso non solo letterale. Da quando la bella stagione è diventata sinonimo di villeggiatura, è lì che sono passati i cambiamenti sociali, culturali, pure politici di tutto il mondo.

L’estate al cinema- gli anni ’50

Charlot 26.05.2024, 14:40

  • Imago Images

Se negli anni ’50, nell’America perbene e perbenista, l’estate è lo scenario di un desiderio spesso solo immaginato, proiettato (Quando la moglie è in vacanza, La finestra sul cortile, La lunga estate calda), in Europa comincia il tempo dell’emancipazione (Monica e il desiderio di Bergman) che esploderà alla fine degli anni ’60 (La piscina di Deray). L’Italia del Boom sconta gli strascichi della guerra (Estate violenta del sottovalutato Zurlini) e vira verso la commedia dolceamara (Il sorpasso e L’ombrellone di Risi), se non alla metafora intrisa di incomunicabilità (L’avventura di Antonioni).

L’estate al cinema – gli anni ‘60

Charlot 02.06.2024, 14:40

  • iStock

Gli anni ’70 scompaginano ancora tutto, e portano una minaccia che riecheggia guerre e drammi non più così lontani: la pinna dello Squalo spielberghiano, l’innocenza perduta dei surfisti di Un mercoledì da leoni e, nel Mediterraneo, l’eterna guerra dei sessi di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. Con gli anni ’80 si scoprono, anche qui letteralmente, i corpi (Laguna blu, Dirty Dancing), e insieme si scopre la nostalgia (Stand by Me, Sapore di mare).

Quella che ci farà trovare, a inizio ’90, sempre più soli, a girare in Vespa per città deserte a Ferragosto (Caro diario), a scoprire quant’è doloroso crescere (Io ballo da sola), a vivere le crisi esistenziali e personali travestendole da scontri politici (Ferie d’agosto).

E poi? Il continuo ritorno a cartoline che non ci sono più (Il talento di Mr. Ripley), il sogno di poter girare il mondo con biglietti low-cost (The Beach), il tentativo di cercare ancora un po’ di leggerezza (Mamma Mia!), e la stagione dell’amore che diventa dell’orrore (da So cosa hai fatto a Midsommar). Fino alle pesche di Timothée Chalamet in Chiamami col tuo nome, forse la più indimenticabile estate cinematografica degli anni recenti, quando tutto deve ancora accadere, e tutto forse è già finito.
 

Ti potrebbe interessare