Non si esce vivi dagli anni Ottanta, ma a volte neanche dai Settanta. Alcooltest racconta di un vecchio cantante, famoso in quel decennio e oggi semisconosciuto, che dorme in una vecchia barca a vela abbandonata su di un prato in montagna, con l’unica compagnia di molte birre. Un Diogene fuori posto (e avvinazzato) che diventerà il motore di una piccola, gigantesca storia di provincia, raccontata dal regista Stefano Usardi.
Il cantante fiction della storia è un cantante reale: Drupi, anche lui al debutto cinematografico dopo una vita sul palco, e niente affatto dimenticato, visto che continua a inanellare concerti. «Drupi ha iniziato la sua carriera sul Lago di Garda e io abito proprio lì – spiega Usardi – Mia nonna abita di fianco alla villa di D’Annunzio. Io sono nato a Basilea, cresciuto in Svizzera, e il mio grande sogno è partecipare al Locarno Film Festival».
Drupi
RSI New Articles 05.02.2026, 12:51
Stefano Ferrando: Come ti è venuto in mente di cercare Drupi per questo ruolo?
Stefano Usardi: Ho fatto ricerche sugli anni Sessanta e Settanta, guardando i personaggi della scena italiana. Ho visto Drupi al Festivalbar, le sue canzoni, e ho pensato fosse la persona giusta. Ho guardato qualche intervista online e ho percepito che era una persona molto semplice e sincera. Si è rivelato tale.
Drupi, come l’ha presa tua moglie quando ti hanno proposto di fare un film da protagonista?
Drupi: Bene, ci dava la possibilità di fare un mese sotto le Dolomiti… Pensavamo di essere tranquilli, ma poi ho scoperto che tranquilli, quando si fa un film, proprio no. È la seconda o terza volta che mi offrono un ruolo, ma finora non mi ero mai trovato nella sceneggiatura, o non mi sentivo adeguato. Con Stefano Usardi invece è stato facile. Il protagonista era perfetto: essendo quasi astemio, bastava mezza birra per entrare nel personaggio.
Nel film si vedono tante birre, in effetti. È tutta fiction?
Drupi: Sì, ma per me che sono quasi astemio, anche solo un goccio per fare la scena… alla sera ero fatto come una coperta.
Nel film ci sono personaggi straordinari. Sergio, il cantante, è fondamentale, ma c’è anche una coppia di sposini, e poi il papà dello sposo, con massime filosofiche incredibili… Chi ha scritto quelle massime?
Stefano Usardi: Ufficialmente le ho scritte io, ma non me ne assumo la responsabilità totale. Nei nostri progetti, essendo indipendenti, c’è molta libertà. Anche gli attori, come Drupi, a volte si inventano le parole. Ci sono sempre personaggi particolari che vivono in modo bizzarro.
Drupi, tu ricordi qualcosa di quelle riprese?
Drupi: Ho fatto un mese sotto i fumi della birra, non ricordo nulla… Tutte queste cose sono nuove per me. Ero convinto che i nomi e le citazioni fossero fatte da chissà chi, invece le ha fatte Stefano. Si vede che anche lui era sotto i fumi della birra, in quel momento!
Ricordi almeno il magnifico giubbotto di pelle che, a un certo punto, tiri fuori dalla barca?
Drupi: Quello ce l’ho ancora, l’ho tenuto. E ho anche rubato una camicia alla produzione!
Stefano Ferrando: Chiudiamo con un gioco. Devi scegliere tra cantanti italiani diventati anche attori. Rita Pavone o Gianni Morandi?
Drupi: Rita Pavone. Gianni è un cane a recitare.
Rita Pavone o Massimo Ranieri?
Drupi: Massimo Ranieri è il più bravo… mi dispiace, Rita!
Massimo Ranieri o Nino D’Angelo?
Drupi: Massimo Ranieri. Nino è molto ruspante.
Nino D’Angelo o Francesco Guccini?
Drupi: Nino. Francesco nel film era un pezzo di legno.
Nino D’Angelo o Cristina D’Avena?
Drupi: Nino D’Angelo. Sa cantare.
Nino D’Angelo o Celentano?
Drupi: Uno recita bene, l’altro è un mezzo cane, ma ha successo. Non so quale dei due scegliere… non faccio nomi.
Ultima domanda: Nino D’Angelo o Drupi?
Drupi: Nino D’Angelo. Io sono peggio di Celentano!
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