Cinema

Giornate del Cinema di Soletta, apre domani l’edizione 2026

A partire dal 21 gennaio, come da tradizione la città sull’Aar ospita il festival vetrina del cinema svizzero: circa duecento i film in programma, documentari ancora in maggioranza

  • Oggi, 08:00
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  • KEYSTONE/Anthony Anex
Di: Alessandro Bertoglio 

Passata la festa del Sessantesimo, si guarda avanti, verso nuovi traguardi e soprattutto verso nuove storie da raccontare in immagini. Tante, come sempre: per la sessantunesima edizione delle Giornate Cinematografiche di Soletta, in programma dal 21 al 28 gennaio, sono stati sottoposti alla commissione di selezione 478 film. 22 sono in competizione nelle tre sezioni a concorso, il Prix de Soleure, il Prix du Public e Visioni. La parte del leone la fa, come sempre, la sezione Panorama, nella quale saranno proposti 93 lungometraggi e 71 cortometraggi. Sono numeri freddi, se vogliamo, ma importanti per capire lo stato di salute del cinema svizzero, ricco e decisamente diversificato. Con qualche elemento di tradizione che resiste: non a caso la selezione di quest’anno comprende il 68% di documentari e il 32% di film di finzione. Netto l’equilibrio tra Svizzera romanda e Svizzera tedesca: le tre sezioni competitive delle Giornate includono 9 film dalla Svizzera romanda, 11 dalla Svizzera tedesca e 2 dalla Svizzera italiana.

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  • KEYSTONE/Anthony Anex

Si comincia alla grande, con un film atteso: The Narrative, co-diretto da Bernard Weber e Martin Schilt, nel quale si racconta la storia di Kweku Adoboli, ritenuto responsabile nel 2011 di un colossale deficit presso l’UBS di Londra. Un lavoro di indagine pluriennale ha permesso ai due registi di offrire una nuova prospettiva su un caso spesso presentato in modo unidimensionale. The Narrative fa parte dei film candidati per il Prix de Soleure (60’000 chf il premio). Gli altri film sono À bras-le-corps di Marie-Elsa Sgualdo; Don’t Let The Sun di Jacqueline Zünd; Elephants & Squirrels di Gregor Brändli; Qui vit encore di Nicolas Wadimoff; Sie glauben an Engel, Herr Drowak? di Nicolas Steiner; Social Landscapes di Jonas Meier e Solidarity di David Bernet.

Sono in lizza per il Prix du Public (20.000 chf il premio) Be Boris di Benoît Goncerut; Becaària del ticinese Erik Bernasconi, tratto dal romanzo di Giorgio Genetelli e coprodotto anche da RSI; Camp d’été di Mateo Ybarra; Freedom – Le destin de Shewit di Anne-Frédérique Widmann; Hirschfeld – Unbekannter Bekannter di Stina Werenfels e Samir; Imagine Peace di Fabian Chiquet; Kalari Kid – She Hits Back di Maria Kaur Bedi e Satindar Singh Bedi e infine Laundry di Zamo Mkhwanazi.
Sono sei i film della sezione Visioni attraverso la quale le Giornate del Cinema di Soletta premiano un’opera prima o una seconda opera il cui approccio formale o tematico sia particolarmente significativo (con 20’000 chf di dotazione). Si tratta di A Free Daughter Of Free Kyrgyzstan di Leigh Iacobucci; La vallée di Gwennaël Bolomey; Les chasseresses di Amélie Bargetzi e Christelle Jornod; Nessuno vi farà del male del ticinese Dino Hodic, anche questo una coproduzione RSI; Solo Show di Julius Weigel e Unter Pflanzen di Antshi von Moos.

L’ospite d’onore della retrospettiva di quest’anno è la regista ginevrina Edna Politi, la cui vita è stata plasmata da influenze arabe, ebraiche ed europee, rendendola una figura di spicco del dialogo interculturale, che presenterà personalmente il suo lavoro. Mentre la sezione Focus esplorerà il kitsch nel cinema, il programma speciale Downtown New York Stories mette in risalto diversi registi svizzeri che hanno lavorato nella New York degli anni ‘80. Da rivedere tra gli altri Johnny Suede, prodotto da Ruth Waldburger, con Brad Pitt in uno dei suoi primi ruoli da protagonista, ma anche Downtown 81 del ticinese Edo Bertoglio, che racconta gli inizi della carriera di un allora sconosciuto Jean-Michel Basquiat.

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