In una edizione del Festival di Cannes nella quale i grandi nomi degli autori di Hollywood sono assenti e i film di richiamo latitano (un esempio: per Disclosure Day di Steven Spielberg, che uscirà il 10 giugno, si pensava ad una sicura anteprima sulla Croisette), spicca nel programma delle proiezioni speciali un’accoppiata di registi di grande fama, che si cimentano con dei documentari.
Il primo e più sorprendente è Steven Soderbergh, che con il film di debutto Sesso, bugie e videotape nel 1989 aveva sbancato il festival, firmando poi successi come Out of Sight, Erin Brockovich, Traffic, Ocean’s Eleven (e poi Twelve e Thirteen) fino all’incredibile Contagion che nel 2011 aveva anticipato la genesi della pandemia da Covid. Lui di documentari ne aveva già firmati due: il primo nel 1985 (Yes: 9012 Live), dedicato ad uno show degli Yes, il secondo And Everything is Going Fine nel 2010, dedicato alla carriera del monologhista Spalding Gray. Ora ha deciso di portare al cinema l’ultima intervista di John Lennon (e Yoko Ono) registrata poche ore prima del suo assassinio.
John Lennon: The last interview era probabilmente uno dei film più attesi della selezione di Cannes, ma solo perché il nome di Lennon riesce sempre a crearla, questa attesa. Ma cosa ci si poteva sinceramente aspettare da un’intervista, conosciuta fin nei sospiri, e per giunta radiofonica? Forse il modo di proporla ed impacchettarla visivamente, ma al di là di qualche intervento grafico (criticatissimo) con l’intelligenza artificiale, il film offre davvero poco o nulla. Se non una riga in più nella storia multimediale dei Beatles e dei loro membri. Tutto asettico, tutto scontato. Peccato!

I film di Cannes
Prima Ora 15.05.2026, 18:00
Il secondo, meno inatteso vista la sua passione per il documentario, è Avedon di Ron Howard, regista pluripremiato e attore di fama prima di spostarsi dietro la macchina da presa, dove ha raccolto i suoi più grandi successi. Da Splash - Una sirena a Manhattan a Cocoon; da Apollo 13 ad A Beautiful Mind, da Cinderella Man ai film tratti dai romanzi di Dan Brown... e diversi documentari. In particolare i tre musicali: Made in America dedicato al festival omonimo fondato da Jay-Z; The Beatles: Eight Days a Week e Pavarotti del 2019, più l’ultimo, presentato a Cannes nel 2024, Jim Henson: Idea Man, un ritratto del creatore del Muppet Show.
Howard ha deciso di dedicarsi ad uno degli artisti della fotografia che hanno fatto la storia: Richard Avedon. Dai suoi indimenticabili scatti per Harper’s Bazaar, che hanno cambiato il modo di interpretare la fotografia di moda, fino alla sua straordinaria collezione di ritratti in bianco e nero delle più note personalità del pianeta. Un film realizzato potendo utilizzare, grazie all’appoggio della famiglia Avedon, gli archivi personali del fotografo, ricchi di immagini inedite e filmati, e intervistando i suoi più stretti collaboratori. Per tracciare un profilo di una delle menti più vibranti del XX secolo, al punto da poterne rimodellare il linguaggio visivo. Un film decisamente più riuscito, proprio per la possibilità di usare immagini vere e specifiche, per tracciare un percorso biografico e professionale dell’artista. Del quale molto si sapeva, ma con nuovi e importanti elementi da aggiungere al profilo. Cosa che con Soderbergh per Lennon era impossibile davvero immaginare.







