1946-2026

Storia e storie del festival di Cannes

Una première lunga ottant’anni: nonostante sia cominciato nel 1946, il festival cinematografico più importante d’Europa è arrivato “solo” alla 79esima edizione (colpa di quelle saltate tra 1948 e 1950). Una storia che attraversa dittature, rivoluzioni e pandemie

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Carlo Ponti, Sophia Loren, Marcello Mastroianni a Cannes 1977

Carlo Ponti, Sophia Loren, Marcello Mastroianni a Cannes 1977

  • IMAGO / Bestimage
Di: Nicola Lucchi 

Sul finire degli anni Trenta, mentre l’Europa si preparava alla più devastante delle guerre, la Francia cercava respiro nel cinema. Lo faceva perché il più grande festival dell’epoca, quello di Venezia, era dominato da un’ideologia fascista che soffocava arte e creatività in nome della propaganda. Perso un contesto di libertà culturale come quello offerto dal Lido, il ministro dell’istruzione e delle belle arti francese Jean Zay pensò bene di recupere spazio di autonomia in Francia, istituendo una nuova manifestazione dedicata alla settima arte. La città prescelta fu naturalmente Cannes. E a chi chiedere di presiedere la prima edizione di questa nuova creatura se non a chi il cinema lo aveva inventato? Nel giugno del 1939, Louis Lumière accettò così l’incarico di presidente del primo “Festival international du film”, che si sarebbe dovuto svolgere nel settembre dello stesso anno. Un anno tanto funesto da cancellare non solo il programma, ma lo stesso concetto di umanità.

Affiche originale della prima edizione del Festival di Cannes, 1946

Affiche originale della prima edizione del Festival di Cannes, 1946

  • IMAGO / Album

Toccò aspettare la fine del secondo conflitto mondiale per tornare sul progetto, ma nel settembre del 1946, in un’Europa ancora segnata dalla guerra, Cannes ospitò finalmente la prima edizione del festival, trasformando il cinema in un simbolo di rinascita e di apertura culturale. Malgrado l’enorme successo di pubblico e l’entusiasmo iniziale, ingranare la marcia che lo avrebbe reso una delle manifestazioni cinematografiche più popolari al mondo richiese tempo, ma soprattutto denaro non sempre disponibile. La ragione per cui, a ottant’anni dalla sua fondazione, siamo oggi “solo” alla 79^ edizione è perché nel 1948 e nel 1950, a causa della mancanza di fondi, il festival fu sospeso. Una struttura ancora fragile e dipendente da risorse pubbliche limitate che trovò del resto difficoltà anche nella costruzione di una sede stabile, che solo nel 1949 fu edificata nel Palais des Festivals et des Congrès, destinato a diventare il simbolo della manifestazione.

Cannes 1955.jpg
  • Festival di Cannes, 1955

La svolta che lo emancipò totalmente avvenne nel 1951, quando spostare il festival dalla stagione autunnale che lo sovrapponeva a Venezia ai mesi primaverili garantì una maggiore visibilità internazionale, consacrandolo definitivamente tra gli eventi più importanti al mondo. Un altro passaggio cruciale, solo quattro anni più tardi, avrebbe introdotto la Palma d’Oro come premio più ambito, assegnandola per la prima volta al regista Delbert Mann per il film Marty, vita di un timido (1955).

Negli anni successivi, Cannes si sarebbe imposto progressivamente come punto di riferimento per il cinema d’autore e per le nuove correnti artistiche, attirando registi, critici e produttori da tutto il mondo, ma tra le edizioni più memorabili spicca quella del 1968. Durante il cosiddetto Maggio francese, studenti e lavoratori scesero infatti in piazza dando vita a uno dei momenti di maggiore tensione sociale del dopoguerra. In questa occasione, molti registi tra i quali François Truffaut, Jean-Luc Godard e Louis Malle interruppero le proiezioni per schierarsi a favore delle proteste, chiedendo la sospensione della manifestazione. Una contestazione riuscita alla perfezione, se consideriamo che il festival venne annullato e non furono assegnati premi, in un episodio che dimostrò lo stretto legame tra cinema e contesto sociale.

Monica Vitti a Cannes 1968

Monica Vitti a Cannes 1968

  • IMAGO / United Archives International

Oltre a rassegna e vetrina, il festival divenne sempre più un mercato internazionale capace di lanciare registi e opere che hanno fatto la storia del cinema. Un percorso complesso, segnato da trasformazioni, momenti simbolici e interruzioni, come la cancellazione dovuta alla pandemia COVID-19, ma che sempre è tornato a splendere nella qualità e nel prestigio delle sue opere, nel glamour che ne definisce l’aura, nelle luci dei riflettori. Lunga vita a Cannes.

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Notiziario

Notiziario 10.05.2026, 17:00

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