Siamo nel 1908, il cinema è una tecnologia ancora nuova. A Mendrisio c’è una sala, diretta da Giulio Morandini, trisnonno degli attuali gestori. Nella cabina di proiezione c’è una piccola finestrella di vetro che, fra l’altro, è ancora lì da vedere. Morandini ha un’intuizione geniale: ruota il proiettore di 90 gradi, puntandolo verso l’esterno, verso il giardino. Tra gli alberi viene teso un telo bianco come schermo: in Ticino, nasce il cinema all’aperto.
Quasi 90 anni dopo, nel 1996, Luca Morandini, trisnipote di Giulio, riprende l’idea del suo avo, modernizza il “cinematografo ambulante” e torna nelle piazze, nei parchi e nei paesi a proiettare film sotto le stelle. E, ormai, lo fa da trent’anni!
Noi facciamo uno dei lavori più belli al mondo: regalare emozioni.
Luca Morandini, Imprenditore Cinematografico
Alla trasmissione Neo, Luca Morandini racconta: «Sono nato proprio sopra la sala da cinema, proprio di fianco alla cabina. Avevamo le camere proprio lì, quando ero piccolino sentivo l’audio che passava attraverso i muri: il cinema fa parte della vita. Penso sia qualcosa che nessun altro mestiere abbia. Il nostro “Cinematografo ambulante” è un po’ il mio orgoglio. Quando sono subentrato io, la stagione cinematografica durava otto, nove mesi. In me è nata subito l’esigenza di riprendere quello che i miei antenati facevano all’inizio: le proiezioni all’aperto».
Fra l’altro, portare il cinema fuori dalla sala, libera emozioni che magari si erano perse nel tempo: «Vedere la presenza massiccia del pubblico indigeno, locale, del paese, è qualcosa di magico, veramente stile “Nuovo Cinema Paradiso”!»

La magia del cinema
RSI Cultura 21.06.2026, 12:00
Si potrebbe pensare che il cinema sotto le stelle sia qualcosa di estemporaneo, raro, un’occasione speciale per particolari sere d’estate. In realtà, ci sono addirittura 110 proiezioni all’anno, in 73 luoghi diversi, a volte molto suggestivi. E non si sono mai fermate. Un periodo molto difficile è stato quello del Covid. Ma anche lì, il “Cinematografo ambulante” si è rivelata un’idea geniale, perché permetteva di portare le proiezioni all’aperto, “in sicurezza” si diceva in quel periodo difficile, e continuare a far vivere il cinema, quasi come fosse una forma di resistenza alla realtà.

Cinematografo ambulante
RSI Archivi 08.08.2000, 00:00
«Alla fin fine, ci può essere l’iPhone, tutto quello che vuoi, ma tu ti ricorderai di aver visto quel film in quel determinato posto. Punto! La magia del “Cinematografo ambulante” è quella, dà un valore al film che è nettamente maggiore rispetto al buttarlo in mezzo a miliardi di contenuti».

Neo, i 47 Ronin
Il Quotidiano 13.06.2026, 19:00






