Storie

Bibbia al femminile, le eroine silenziate che parlano ancora oggi

Dalle tele di Silvia Gastaldi alle riflessioni della pastora Arcidiacono, un viaggio sorprendente tra le donne che hanno sfidato il patriarcato e ispirato la fede

  • 7 aprile, 14:00
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Donne protagoniste nella Bibbia

Segni dei tempi 04.04.2026, 12:05

  • Segni dei tempi
Di: Rod 

«Il valore delle donne nelle Scritture e lo sguardo di Gesù su di loro, in un percorso al femminile fatto di acquerelli e commenti biblici». Da questa premessa parte Segni dei tempi per presentare l’ultimo lavoro di Silvia Gastaldi, Le belle, le furbe, le cattivissime, e introdurre la riflessione della pastora Cristina Arcidiacono sul ruolo delle donne nella Bibbia, ieri e oggi.

Una periferia che diventa laboratorio di fede

Dal 2018 Arcidiacono è pastora nel quartiere milanese di Villapizzone‑Cagnola‑Varesina, dove guida una piccola comunità battista riunita in una casa popolare. Un luogo «un po’ dimenticato», racconta, ma attraversato da una vita quotidiana intensa. Proprio qui, in una chiesa ricavata da vecchi negozi, trovano spazio gli acquerelli di Gastaldi accompagnati dai commenti biblici della pastora.

Le donne della Bibbia come segni che aprono strade

Arcidiacono sottolinea come il lavoro dell’artista allarghi lo spazio delle figure femminili nelle Scritture, spesso percepite come marginali. In realtà, osserva, sono proprio loro a diventare strumenti dello Spirito quando il mondo maschile si irrigidisce. Non sorprende che Dio scelga donne ai margini - sterili, straniere, prostitute - per inaugurare vie nuove.

Gesù stesso annuncia un Regno in cui il genere perde peso, come ricorda anche Paolo. Ma l’apostolo, preoccupato per l’ordine della Chiesa nascente, finisce per limitare quella libertà, imponendo ad esempio il velo. Eppure, nel primo Cristianesimo, le donne furono diacone, predicatrici, protagoniste. Solo la storia le ha poi ridotte al silenzio. La mostra di Gastaldi e la crescente presenza di pastore e teologhe mostrano che «la Parola di Dio è libera» e non può essere imprigionata da stereotipi o poteri maschili.

Un libro che parla all’oggi

Il volume raccoglie quindici gruppi di donne, in dialogo tra Antico e Nuovo Testamento. Tra questi, quello delle «vittime» risuona con forza nel presente: archetipi di violenza domestica e di una visione della donna come possesso, che rimandano ai «femminicidi quotidiani». Arcidiacono vuole «gettare un ponte» tra quelle storie e la vita di oggi, ricordando che «la fede è questione di esistenza quotidiana». Non agiografie, ma donne che vivono la chiamata di Dio dentro la loro ordinarietà.

Tra le figure bibliche, la pastora sente vicina Ruth, la straniera moabita, che le ricorda la sua stessa condizione di «straniera» in contesti sempre nuovi. Debora, la profetessa che canta, le dona «leggerezza dello spirito». Agar, la schiava vista da Dio, le ricorda che «siamo tutte straniere e siamo tutte viste».

Una chiesa come presidio di giustizia

La comunità battista di via Iacopino vuole essere un presidio di legalità e di annuncio di un Vangelo di giustizia, pace e amore: un «amore di Dio senza confini» che supera denominazioni, confessioni, colori della pelle e dialetti. Il quartiere multiculturale diventa così terreno fertile per vivere questa vocazione.

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