Ricerca interiore

Chi sei realmente? Così psicoterapia e spiritualità guidano il viaggio interiore

Dalla guarigione delle ferite alla scoperta della natura più profonda dell’essere, un unico percorso verso la consapevolezza e la libertà interiore

  • Un'ora fa
Fondazione Felsentor: meditazione camminata nello zendo Rigi Romiti, foto scattata il 5 maggio 2018

Fondazione Felsentor: meditazione camminata nello zendo Rigi Romiti, foto scattata il 5 maggio 2018

  • Keystone
Di: Guido Ferrari, giornalista, regista, autore per anni alla RSI

Oggi molte persone, nel tentativo di affrontare sofferenze, conflitti interiori, paure, senso di vuoto o difficoltà relazionali, si rivolgono a due grandi ambiti: la psicoterapia e la ricerca spirituale. Talvolta le considerano alternative, altre volte complementari. Entrambe nascono dalla stessa esigenza umana, comprendere la sofferenza e trovare una via di trasformazione.

Sia la psicoterapia sia la ricerca spirituale invitano a rivolgere lo sguardo verso l’interno. Entrambe richiedono sincerità, capacità di osservazione e disponibilità a confrontarsi con ciò che normalmente si preferirebbe evitare. In entrambi i percorsi emerge l’importanza della consapevolezza. Ciò che resta inconscio tende infatti a governare la nostra vita; ciò che viene portato alla luce può essere compreso e trasformato.

Sia lo psicoterapeuta sia il maestro spirituale invitano la persona a riconoscere i propri automatismi, le proprie paure, le illusioni e le identificazioni che limitano la libertà interiore. Per questo motivo molti insegnanti contemporanei hanno cercato di costruire un ponte tra questi due mondi, mostrando come la maturazione psicologica e quella spirituale possano sostenersi reciprocamente.

Nonostante le somiglianze, i due percorsi hanno finalità differenti. La psicoterapia nasce come disciplina orientata alla cura della sofferenza psicologica. Il suo obiettivo principale è aiutare la persona a vivere in modo più equilibrato, libero e consapevole. Cerca di sciogliere i conflitti interiori, integrare le parti rifiutate della personalità, migliorare le relazioni e favorire un funzionamento più armonioso nella vita quotidiana. Da questo punto di vista, il successo della psicoterapia coincide spesso con una persona capace di lavorare, amare, creare relazioni sane, affrontare le difficoltà della vita e partecipare in modo costruttivo alla società.

Nelle grandi tradizioni contemplative, invece, l’obiettivo ultimo non è semplicemente stare meglio, ma riconoscere ciò che siamo al di là delle nostre storie personali, delle emozioni, dei ruoli sociali e persino dell’immagine che abbiamo di noi stessi. La ricerca spirituale tradizionale non si limita dunque a migliorare il funzionamento della persona, ma cerca di comprendere la natura stessa dell’esistenza, della coscienza e dell’identità.

Esiste però un pericolo ben noto agli psicologi e agli insegnanti spirituali più maturi. Alcune persone si avvicinano alla spiritualità non per incontrare se stesse, ma per evitarlo. Si parla allora di spiritual bypassing per descrivere l’uso di idee e pratiche spirituali come mezzo per aggirare ferite emotive, traumi, conflitti irrisolti e responsabilità personali. In questi casi la spiritualità diventa una difesa sofisticata. Si parla di amore universale per evitare il dolore personale. Si parla di illuminazione per evitare la paura. Si medita per non sentire. Si cerca il trascendente per sfuggire all’umano.

Occorre inoltre ricordare che nessuna esperienza spirituale elimina automaticamente le ferite psicologiche. Una persona può avere profonde intuizioni contemplative e continuare a portare dentro di sé conflitti relazionali, paure infantili o schemi emotivi non risolti.

Le autentiche tradizioni contemplative non sono una fuga dalla realtà, ma un incontro radicale con essa. Insegnano che il cammino spirituale non consiste nel negare ciò che emerge dall’esperienza, bensì nel riconoscerlo e accoglierlo pienamente. La pratica richiede di incontrare ogni esperienza con presenza e consapevolezza. Le emozioni non vengono né represse né glorificate; vengono osservate, accolte e lasciate liberarsi nella loro natura più profonda.

Su questo punto convergono autori provenienti da tradizioni differenti. Jack Kornfield, psicoterapeuta e maestro buddhista, osserva che l’esperienza spirituale, per quanto profonda, non sostituisce il lavoro sulle ferite emotive e sulle relazioni umane. Con una frase divenuta celebre afferma che «dopo l’estasi viene il bucato», ricordando che ogni realizzazione interiore deve incarnarsi nella vita quotidiana. In modo analogo, Tenzin Wangyal Rinpoche insegna che il praticante non deve cercare di allontanarsi dalle emozioni disturbanti, ma imparare a incontrarle direttamente nella consapevolezza, lasciando che si liberino nella loro natura originaria. Per entrambi, il cammino spirituale autentico non consiste nel fuggire dall’esperienza umana, ma nel viverla con maggiore presenza, apertura e comprensione.

La psicoterapia e la spiritualità operano dunque su livelli differenti. La psicoterapia cerca la guarigione della persona e si pone la domanda: «Come posso vivere in modo più sano e libero?». La spiritualità cerca il risveglio alla natura dell’essere e si chiede: «Chi sono realmente?».

Dobbiamo scegliere tra le due vie? Non necessariamente. Una psicoterapia profonda può aiutare a rendere il terreno più stabile, sciogliendo conflitti che altrimenti ostacolerebbero il cammino contemplativo. Una pratica spirituale autentica può offrire una prospettiva più ampia, mostrando che non siamo soltanto la somma delle nostre ferite, delle nostre paure e della nostra storia personale.

In questa integrazione, la psicoterapia aiuta a diventare una persona più sana; la spiritualità aiuta a scoprire ciò che, nel cuore dell’esperienza, va oltre la persona stessa. Potremmo dire che la prima si prende cura della nostra storia, mentre la seconda ci invita a riconoscere ciò che, nella profondità della coscienza, precede ogni storia e ogni identità.

(Alcuni libri importanti sul tema: L’uomo e i suoi simboli di Carl Gustav Jung; Psicologia e Alchimia di Carl Gustav Jung; Il cuore saggio di Jack Kornfield; I miracoli della mente naturale di Tenzin Wangyal Rinpoche; Il potere di adesso di Eckhart Tolle)

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Ciclostilabili 08.06.2026, 15:30

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  • Manuela Bieri

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