Ballerino, dj, presentatore televisivo e scrittore: sembrano più di una le vite di Diego Passoni. Segni dei tempi lo ha incontrato a Milano, scoprendone i risvolti umani e spirituali, affiorati quando – spalle al muro – ha risolto la sua sessualità e la sua fede.
La vita di Diego Passoni ha infatti mille sfumature. Noto speaker di Radio Deejay, una delle radio più ascoltate in Italia, è conduttore della trasmissione radiofonica pomeridiana “Pinocchio”. Personaggio da oltre 300mila follower su Instagram e un punto fermo… la spiritualità. Nell’intervista non si è risparmiato, andando nel profondo del suo cuore. A cominciare dalla sua giornata che inizia all’alba, un momento dove si ritaglia tempo per sé e per la preghiera: «Mi collego online con la Facoltà valdese dove si tiene un culto accompagnato da studenti e studentesse. Poi mi dedico alla lettura personale di brani della Parola. Immancabili il caffè e il silenzio. L’iscrizione alla Facoltà valdese è un regalo che mi sono fatto, perché mi sembrava fosse arrivato il momento di chiudere il cerchio, dopo essere partito a 19 anni da un monastero».
In quella piccola cella di clausura era, infatti, diventato più chiaro per Diego Passoni il personale cammino di fede. L’ha ritrovato in una cristianità più aperta: «Sono figlio unico di genitori della working class. Abitavamo alla periferia popolare di Monza. Sono cresciuto dalle suore ma non direi che la religione è stata un imprinting, anzi… non direi proprio una famiglia pia». A infondere interrogativi è stato invece un libretto del cardinale Carlo Maria Martini, allora vescovo di Milano: «Cominciò a mettermi un semino di dubbio sulle domande che ci si può fare a 15-16 anni. Così quando è stato il momento ho deciso di andare in un monastero perché mi incendiava l’idea di fare una scelta radicale».
Fu proprio in clausura che Diego Passoni scoprì la propria omosessualità: «Dio mi stava preparando una risposta ai miei interrogativi… Credo che ci sia un pregiudizio verso chi si ritira in monastero, come se scappasse dalla vita, invece è esattamente il contrario. Tutti i nodi che sono sotto traccia emergono, dandoti la possibilità di diventare un adulto risolto».
La decisione è così quella di tornare a Milano: «Restare avrebbe significato essere continuamente inseguito da un fantasma. Sono uscito da lì in forte crisi, ero arrabbiato con Dio, poi col tempo abbiamo fatto pace. È stato attraverso una persona di fede protestante che ho scoperto un Cristianesimo fatto di un approccio più spontaneo e di possibilità altre».
Nove anni fa Diego Passoni si è unito civilmente a Pier Mario. Coppia che alla patina dell’esposizione mediatica ha preferito una forte e condivisa intimità: «Il futuro? Non voglio fare troppi progetti. Mi immagino non solo, immagino una vita condivisa. Alla fine torno un po’ al monastero… Per me la fede è un pungolo che mi impedisce di far finta di niente. Se devo riassumere tutto quello che ho capito nella vita lo riassumerei in un adagio della saggezza ebraica che dice: l’uomo pianifica e Dio ride! Perché non va mai come vuoi tu…».





