Razionalismo critico

Addio al filosofo che ha insegnato a non avere certezze

Antiseri e la forza della falsificabilità: un’eredità che parla all’Italia di oggi

  • 49 minuti fa
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Il valore della tolleranza e del dubbio

Alphaville 13.02.2026, 12:50

  • Enrico Bianda e Barbara Camplani
Di: Rod 

La scomparsa di Dario Antiseri, avvenuta l’11 febbraio 2020, ha riacceso i riflettori su una figura intellettuale che ha profondamente segnato il panorama filosofico e didattico italiano. Allievo di Karl Popper e autore di manuali che hanno formato intere generazioni, Antiseri è stato molto più di un semplice accademico: è stato un instancabile promotore di un pensiero critico, fondato sul dubbio metodico e sulla tolleranza intellettuale.

L’impronta di Antiseri in Italia è indissolubilmente legata alla diffusione del pensiero di Karl Popper. Ha curato e tradotto opere fondamentali del filosofo austriaco, rendendole accessibili a un pubblico più ampio. Attraverso il suo lavoro, ha introdotto e radicato il concetto popperiano di falsificabilità: l’idea che una teoria scientifica sia valida solo se può essere potenzialmente smentita dall’esperienza. Questo principio, che sottolinea l’impossibilità di certezze assolute e la necessità di una costante verifica, è stato per Antiseri non solo un pilastro della metodologia scientifica, ma anche una guida per l’approccio alla conoscenza in ogni campo. In un contesto culturale dove le grandi narrazioni e i sistemi di pensiero onnicomprensivi avevano spesso prevalso, Antiseri ha portato una ventata di freschezza, invitando a una maggiore umiltà intellettuale e a un costante spirito critico.

La sua eredità si manifesta in modo potente anche nel suo ruolo di didatta. Nei manuali di filosofia, che hanno accompagnato migliaia di studenti, Antiseri ha promosso un approccio che presentava le diverse teorie filosofiche come risposte alternative a problemi specifici. Questo metodo ha incoraggiato gli studenti a pensare in modo autonomo, a confrontare diverse prospettive e a sviluppare una propria capacità di giudizio, piuttosto che limitarsi a memorizzare dottrine.

Ma forse l’aspetto più duraturo dell’eredità di Antiseri risiede nella sua profonda inclinazione alla tolleranza e al dialogo. Era convinto che la ricerca della verità non potesse prescindere da un confronto aperto e rispettoso delle diverse opinioni. Questa sua visione non si limitava all’ambito accademico, ma si estendeva alla sfera sociale e politica. Antiseri ha cercato di portare il sistema del dibattito e della critica, proprio della scienza, anche nella società, promuovendo un modello di convivenza basato sulla discussione razionale e sul rispetto reciproco.

Il messaggio di Dario Antiseri, dunque, risuona oggi con particolare forza. La sua figura ricorda l’importanza del dubbio come motore di conoscenza, della tolleranza come fondamento del dialogo e della costante ricerca di soluzioni ai problemi, anziché la difesa intransigente di posizioni preconcette. La sua lezione, come filosofo della tolleranza e del dubbio, continua a essere un faro prezioso per la cultura italiana e per chiunque creda nel valore del pensiero critico e del confronto costruttivo.

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